lunedì 24 dicembre 2012

Christmas



Christ is born in the cradle of tenderness. Love is a greater power than hate. Whatever you say, say with love. Harm no one.Judge not others. Hate none, love all, behold Christ in all. Think of everything in terms of universality. Paramahansa Yogananda



Cristo è nato nella culla della tenerezza. L'amore è un potere più grande dell'odio. Qualunque cosa tu dica, dilla con amore. Non ferire nessuno. Non giudicare gli altri. Non odiare nessuno, ama tutti;vedi Cristo in tutti. Pensa di ogni cosa in termini di universalità.


sabato 22 dicembre 2012

L’Ego e i suoi Condizionamenti


L’ignoranza produce egoismo, finchè non c’è fine ai desideri non c’è fine alle rinascite. Ci condizionano attaccamenti, repulsione, inclinazioni del corpo, Karma, tendenze interiori, desideri latenti. Ostacoli al progresso spirituale sono la concupiscenza, la rabbia, l’ avidità, la delusione, l’ orgoglio, gli attaccamenti materiali. L’uomo  che vive soggiogato dai desideri tende  a realizzarli;  la conseguenza è una sequenza infinita di nascite e rinascite.

“L’ Ego è una pseudo anima  o anima ombra”, scrive Parahamansa Yogananda nel suo commento alla Baghavad Gita. Con gli esercizi del Krya Yoga il sangue venoso viene purificato e il corpo è direttamente rifornito di energia cosmica.  Quando grazie alla profonda e continua meditazione si raggiunge il Samadhi o l’unione con Dio, solo allora la coscienza dell ‘Ego può essere completamente sconfitta.


Il corpo umano è in continua trasformazione dalla nascita alla morte, ma l’Ego non cambia. Tutto fluisce, milioni di cellule muoiono ogni giorno, ma  noi continuiamo a ripetere ossessivamente :“Io faccio, io sento, io voglio, io amo, io odio, io soffro, io sono felice, io, io io...” Siamo talmente identificati con il nostro corpo che quando abbiamo un problema alla vista diciamo:“Sono diventato cieco” invece di  dire: “ I miei occhi non vedono più”. Quando siamo  arrabbiati ricordiamoci  di dire a noi stessi:” Questo non sono io”.


L’intuizione non sviluppata è come un cristallo posto davanti all’anima che produce una doppia immagine. L’anima è l’ immagine reale, l’ ego o pseudo anima ne è il riflesso. Più l’intuizione è sviluppata più  distorta  sarà l’immagine dell’Ego. Quando l’uomo è guidato da questa falsa identità è soggetto a tutte le limitazioni e le delusioni del mondo  e come conseguenza avrà un’esistenza piena di errori.

Il potere del pensiero



Tutti gli eventi che accadono sul nostro pianeta  e tutta la saggezza dei grandi avatar sono permanentemente registrati nel super-etere dell’onniscenza, il registratore eterico. Essi possono essere direttamente contattati da ogni soggetto avanzato in ogni tempo e luogo.

 L’uomo è un creatore in miniatura, modellando il bene e il male è per se stesso re del mondo fenomenico di cui lui è una parte operativa. E’ questa forza creativa inerente ai pensieri umani che li fa così potenti.  E’ vero il detto:” I pensieri sono realtà”, per questo vanno rispettati. (Paramahansa Yogananda)

venerdì 21 dicembre 2012

La rinuncia



La vita di  Krishna dimostra che non è necessario rinunciare  all’azione ma piuttosto ai desideri terrestri per i frutti delle azioni. Krishna  è stato uno dei grandi esempi di divinità, è vissuto e ha manifestato se stesso come Cristo e nello stesso tempo ha  portato avanti tutti i doveri che spettano a un nobile re. Gli uomini e le donne di questo mondo,  che siano responsabili di una famiglia o rinuncianti - scrive Parahamansa Yogananda - devono vivere una vita bilanciata che includa il costante contatto con Dio, seguendo passo dopo passo i metodi Yoga. Quando le cattive abitudini hanno preso il sopravvento la saggezza è bandita per 12 anni. Per ristabilire le buone abitudini occorrono altri 12 anni. L’uomo avanza lentamente nella sua evoluzione spirituale in cicli di 12 anni. Con le tecniche del Krya Yoga questo processo di evoluzione è enormemente accelerato.

Canto dello spirito


Nella Baghavad Gita è racchiusa tutta la conoscenza dell’Universo.  La Baghavad Gita  rappresenta il dialogo tra Anima e Spirito. La storica battaglia di Kurukshetra tra i Kaurava e i Pandava- sottolinea Paramahansa Yogananda - ha lo scopo di illustrare la battaglia psicologica e spirituale che si combatte dentro di noi tra le caratteristiche del  puro intelletto discriminante, in sintonia con l’anima, e la mente cieca dominata dai sensi sotto l’infuenza ingannevole dell’Ego.

domenica 2 dicembre 2012

Perseveranza



Non è necessario annegare nel fiume della vita quando incontri le forti tempeste delle prove. Impara ad essere un esperto navigatore  per essere capace di aggirare questo fiume tumultuoso  e raggiungere le spiagge sicure di Dio. “ Colui che  resiste alla fine sarà salvato” ( Matteo 10:22).

Quando lavori e pianifichi, ricordati che è Dio che sta lavorando attraverso di te. La tua mente dovrebbe  essere  satura di gioia e distaccata da tutte le esperienze spiacevoli,  Sii attivo, ma non costantemente attivo; rilassati completamente quando non sei attivo.

Rafforza il potere della tua volontà così che non  potrai essere controllato dalle circostanze, ma sarà la tua volontà a controllarle. Sviluppa il potere della tua volontà sforzandoti di fare cose che pensavi di non essere in grado  di fare. Lavora per gli altri. Così svilupperai la perseveranza e la forza.
                                                                                                               Paramahansa Yogananda

Volontà


Qualunque sia oggi  la tua posizione nella vita, sei  stato tu stesso a determinarla. La volontà umana, quando è guidata dall’ignoranza, causa soltanto confusione e sofferenza; ma quando è in sintonia con la saggezza, è guidata dalla Volontà Divina.
Alimentare costantemente un pensiero con la volontà dinamica  lo  rafforzerà fino a tramutarlo in  realtà.
Quando la tua forza di volontà  sarà  sviluppata fino a  quel  punto, allora potrai  dominare il tuo destino.
Assicurati che sia giusto ottenere ciò che vuoi, quindi utilizza tutta la forza della tua volontà per raggiungere il tuo obiettivo, mantenendo  la tua mente sempre rivolta a Dio. Allora i tuoi sforzi saranno coronati dal successo


Il ruolo che ti è stato assegnato, per piccolo che sia, ha lo stesso valore del ruolo più importante, poiché contribuisce al successo dell’intero spettacolo dell’anima sul palcoscenico del creato.

                                                                                                               Paramahansa Yogananda

mercoledì 24 ottobre 2012

Detroit



Negli anni cinquanta molti italiani emigrarono negli Stati Uniti per tentare la fortuna.  Oggi vive in America una seconda e una terza generazione di origine italiana. I più anziani parlano il dialetto del paese che lasciarono da bambini, i figli e i nipoti parlano soltanto la lingua inglese. Rivedere persone e parenti, con i quali si sono persi i contatti da  tantissimi anni, è sempre  un tuffo nel passato. Le stesse radici,  eppure ci si ritrova così diversi, trasformati dalla vita, dalle esperienza,  dall’ambiente.

Città piccole, pulite, colorate, sono sorte intorno a Detroit. La parte vecchia è decadente e il sindaco sta demolendo le  case fatiscenti per tentare la rinascita della città. Dai 3 milioni di abitanti dell’età d’oro dell’auto ora si contano soltanto 800 mila abitanti. La  parte vecchia è quella considerata pericolosa. Si può essere uccisi per un furto banale. Succede anche in Italia.


















Nelle piccole cittadine, Novi, Southfield, Northville, Royal Oak e tante altre nate attorno alla città dell’auto, tutto è pulito, lindo. Ognuno ha la sua casa con i fiori più belli. I giardinieri del comune ogni lunedì mattina tagliano l’erba nei giardini  pubblici. Le strade diritte e larghe sono circondate da prato all’ inglese. 
















 Il Michigan è lo stato dei laghi.  Ce ne sono anche piccoli, ognuno con il suo gruppo di animali e uccelli abituali: oche canadesi, papere, scoiattoli, procioni.  Ho osservato spesso un uccello tutto bianco, dal collo lungo e sottile, come il becco. Si fermava sempre al limite del lago, immobile, quasi a confondersi con la vegetazione, ma appena avvistava la preda, tuffava il becco nell’acqua, poi riprendeva la sua posizione mimetica. Al tramonto le oche canadesi  si radunano emettendo un richiamo, poi si alzano in volo e vanno a dormire altrove.  Di giorno tornano le papare che arrivano planando sull’acqua.



 Si può incontrare anche un cerbiatto  che mangia le foglie di un cespuglio, lungo una strada di scorrimento.  Sembra un  paesaggio da fiaba. Le case non hanno le porte blindate o le sbarre alle finestre. Non  esistono antifurti. Queste città, sorte attorno a Detroit, sembrano  un’oasi di pace e tranquillità.  E a pochi minuti di distanza i grandi supermercati offrono tutto quello di cui uno ha bisogno,  con sconti speciali per catturare i clienti.
















Accanto alle grandi metropoli, dalla vita  convulsa, è possibile   trovare negli Stati Uniti spazi immensi, deserti, campagne e piccole città, dove il tempo sembra si sia fermato.  Ed  è il fascino di questo grande paese.

sabato 6 ottobre 2012

Il silenzio


Il frastuono della vita nelle grandi città, gli impegni, il lavoro, le responsabilità familiari, ostacolano il sincero ricercatore spirituale nella sua pratica meditativa. A volte si ha la sensazione di vivere come un animale in gabbia. Per questo ogni tanto  si sente il bisogno di  fuggire e isolarsi in un centro yoga o in un monastero. La solitudine  favorisce una maggiore presa di coscienza. Un distacco netto per meglio guardarsi dentro.

 La bellezza della natura, il silenzio interrotto solo dal cinguettio degli uccelli e dal fruscio delle foglie degli alberi, il lago immobile solcato da cigni bianchi: Questo è Song of Morning. Una tappa che rigenera: troppo breve un weekend. Poi si ritorna  alla vita di tutti i giorni e ci si trova ad affrontare i problemi che credevamo di aver  dimenticato.


J.Oliver Black


 Song of Morning fu fondata da Yogacharya J. Oliver Black discepolo diretto di Paramahansa Yogananda, nel 1970. Il suo sogno  era di creare un  ashram, lontano dalle grandi città, dove si potesse trovare quella serenità necessaria per poter meditare più intensamente.  Un ritiro yoga, immerso nella natura, dove vivere con semplicità, dove sinceri ricercatori potessero crescere insieme e realizzare una vera comunità spirituale.

 Yogacharya Oliver è morto nel 1989 all’età di 96 anni. Nelle sue ultime volontà  espresse il profondo desiderio che il Centro rimanesse legato alla Self Realization Felloship, fondata da Yogananda a Los Angeles. In seguito è stata fondata la World Brotherhood Colony, ora conosciuta come la Clear Light Community. Ogni tanto i monaci della SRF visitano  il ranch per l’iniziazione al Krya Yoga. In  questa occasione molti sono i devoti  che arrivano dal  nord del Michigan per la cerimonia.


L’attività  del centro nei mesi estivi è molto intensa. Ogni weekend è programmato un incontro specifico,  dall’ hatha yoga al Thai, dai massaggi al Reiki e a metà agosto  c’è  lo Yoga Festival: tre giorni di  musica, meditazione, yoga, cibo vegetariano. Quest’anno sono arrivate circa trecento persone. Nel ranch ci sono vaste piazzole dove sistemare camper o tende.

 In questi ultimi decenni Song of Morning è diventato un punto di riferimento per chi vive nel Michigan  ed è interessato allo yoga ,alla ricerca spirituale. Vicino a Detroit, a Southfield, esiste invece il centro ufficiale dellaSelf Reallization Fellowship. Ambiente confortevole, persone deliziose. Al termine del servizio della domenica  viene offerto il succo di mele della zona(settembre è il mese delle mele nel Michigan) e un dolce fatto in casa a base di mele.

venerdì 5 ottobre 2012

Song of Morning


Le autostrade tagliano in due la foresta. Larghe e diritte.  Così, per centinaia di chilometri .Il  paesaggio è sempre uguale, a volte monotono. Tre ore e mezzo di macchina da Detroit per arrivare a Gaylord, nel nord del Michigan. Nella città di Vanderbilt, una strada sterrata porta al ranch, altri chilometri in mezzo alla foresta. Un viaggio che sembra non finire mai. Alberi, alberi, alberi. Poi, alla fine,  il paesaggio si apre:   un lago con cigni bianchi, un office e alcune abitazioni immerse nel verde.

 E’ sabato sera, in tempo per la meditazione delle 20.  C’è un silenzio totale. La cappella dedicata a Yogananda è semplice e ospitale. Si sale su una piccola altura attraversando un sentiero buio. Kumar, uno degli ospiti fissi, si presta a farmi da guida.

La mattina seguente, dopo la colazione, faccio una  breve passeggiata all’inizio della foresta. Il tempo è nuvoloso, ventilato. C’è acqua ovunque, e tanto  verde. Il respiro della natura rigenera mentalmente e fisicamente.  Il lago si trasforma in una cascata, poi in infiniti ruscelli nascosti nel verde. Un ambiente che concilia la pace interiore. Un’immensa foresta, 800 acres (oltre trecento ettari) è di proprietà del ranch; si può percorrere a piedi ed ogni sentiero ha il nome di un maestro della SRF. Venti lotti sono abitati da coloro che hanno deciso di condividere questo nuovo stile di vita.

E’ domenica. La lettura della cerimonia  riguarda come superare l’egoismo. Tema più che mai attuale . Aiutare gli altri per essere aiutati. Poveri, malati, carcerati, affamati, assetati, infreddoliti. Viene letto un passo del vangelo: “ Sono venuto affamato e non mi avete dato cibo…..” “Meditate, dice colui che conduce il servizio domenicale. Non dite alla sera: Sono troppo stanco per meditare. Alla fine della vostra vita vi ritroverete senza aver fatto un passo avanti.” Al termine della cerimonia  mi presentano alcune delle  13 persone che vivono nel ranch. C’è anche una giovane signora di origine italiana con un bambina di 3 anni. L’ha chiamata Giacomina, come la nonna  materna. Ci sono una trentina di ospiti che vengono  da Vanderbilt e da altre città vicine. Dopo  il pranzo vegetariano gli altri se ne vanno, tornano nelle loro case. Rimango sola a meditare sulla mia vita e le mie scelte.

Nel pomeriggio il cielo diventa nuvoloso e comincia una pioggerella fitta. Compaiono all’improvviso tantissimi uccelli con il petto arancione, mai visti. Volano per terra in cerca di cibo. Il lago, dopo la pioggia, ha un aspetto luminescente. Alle 18,30 è prevista la cena con Kumar, che si esibisce come cuoco in mio onore, ed un altro signore, alto, magro, atletico, dalla risata ridondante. Un’ ottima cena indiana. Prima di ritirarmi  nel mini appartamento che mi è stato riservato, in una casa isolata,  scambio le mie impressioni con  Kumar. A  novembre torna in India, da anni vive sei mesi nel ranch e sei mesi nella sua casa indiana.Una scelta invidiabile. D’inverno la neve e il gelo rendono il ranch inospitale.
 Lunedì mattina, dopo la colazione, torno a Detroit.



giovedì 26 luglio 2012

Obbedienza e libertà



Alla memoria degli italiani uccisi in quanto “eretici”, martiri della libertà religiosa. Testimoni obbedienti del primato della coscienza”.

E’ la dedica inusuale, con cui si apre l’ultimo libro del teologo Vito Mancuso, “Obbedienza e libertà”. E alla fine del volume l’ elenco “provvisorio” degli italiani uccisi in quanto eretici, tra i quali Arnaldo da Brescia, Cecco d’Ascoli, Giordano Bruno, Geltrude Maria Cordovana, Dolcino da Novara. Alcuni  furono uccisi e poi bruciati, altri furono bruciati vivi, perché ritenuti “eretici impenitenti”.

Libro coraggioso. Mancuso usa  parole severe  contro i crimini commessi dalla Chiesa nei secoli. Che cosa è più importante l’obbedienza cieca o la libertà? – si chiede. La risposta è ovvia: la seconda. La ricerca spirituale si fonda su due principi: La libertà della mente e l’amore per la verità. Importante è sfuggire a qualsiasi sudditanza interiore ed esteriore.

San Pio V nel 1561 – ricorda l’autore- fu il mandante delle stragi dei valdesi in Calabria con migliaia di morti e fautore di una politica antiebraica. Eppure fu canonizzato nel 1712. Quanti peccati si deve far perdonare la Chiesa che privilegia il primato dell’ortodossia su quello  dell’ortoprassi!

La libertà di coscienza è stata negata per secoli per garantire il potere papalino: ”Eresia e verità sono contrarie e incompatibili solo per il potere, -sostiene l’autore- ma non lo sono in alcun modo per la ricerca del vero, del bene, del giusto”.

Capire ed apprezzare le ragioni degli altri e le religioni degli altri. Mancuso si augura che sia possibile sostituire l’autorità, concetto cardine della Chiesa,” con l’aria pulita dell’autenticità”; mette in evidenza i limiti e le contraddizioni della dottrina cattolica sul concetto di anima, e afferma il primato della coscienza. Ricorda come il principio cardine di tutte le maggiori religioni è : “Non fare agli altri quello che non vuoi sia fatto a te” e con parole diverse lo stesso concetto lo ritroviamo nell’induismo, nel buddhismo, nel giainismo, in Confucio, nell’Ebraismo nell’Islamismo e, ovviamente, nel Cristianesimo.
Aperto sulla contraccezione, a differenza dei “teologi moralisti dei palazzi vaticani”, Mancuso affronta con prudenza  i temi di etica e bioetica.

Dio vuole l’uomo libero, eppure  l’ingerenza della Chiesa nella vita politica italiana è stata per decenni pesante. E per ricordare la distinzione  tra politica e religione  Mancuso  ricorda le parole di Gesù:” Date a Cesare quello che è di Cesare, e a Dio quello che è di Dio”.  “Mille anni dello Stato pontificio, con i suoi eserciti, le sue monete, i suoi tribunali, le sue condanne, furono anzitutto un tradimento della distinzione evangelica”. Non si negozia la libertà interiore, ma si può scendere a patti nella realtà per raggiungere l’armonia tra gli uomini.  L’autore , alla fine, ricorda i “mali tipici degli italiani: la furbizia e la corruzione”.

Coraggioso, laico, colto,  nel capitolo che affronta il “Dialogo tra le religioni”, Mancuso avverte che “i cattolici hanno la sindrome dei primi della classe”. Afferma l’esistenza di un “Logos universale” . Verità= Bene e non Verità= Dottrina. ”La teologia deve diventare libera ricerca spirituale”. Dal principio d’autorità – ribadisce- bisogna passare al principio di autenticità. “L’esperienza spirituale ha più valore della dottrina”.

“ Vi sono stati alcuni fenomeni storici nei quali la continua comunicazione  di Dio è giunta a prendere coscienza di sé come Logos o Verbo o Cristo. “La pienezza del Cristo- tiene subito a precisare  il teologo cattolico- coincide però con la vita umana di Gesù”.
Se la qualifica di Logos, Verbo e Cristo, “non appartiene in modo esclusivo a Gesù”, allora perché non chiamare con il loro nome gli esseri realizzati, come il Buddha, e definirli soltanto “fenomeni storici”? Chissà quanti yogi indù hanno realizzato la “coscienza cristica”!

 Un libro da consigliare soprattutto ai cattolici osservanti.

La verità eterna non è patrimonio di una singola nazione o di una singola religione, ma è patrimonio dell’intera umanità.


lunedì 18 giugno 2012

Addio Chiara, anzi arrivederci





    Angelo tra gli angeli
    Prestato alla terra
    Luce chiara
    Chiara fatta di luce
    Teneri gli occhi
    Che guardano
    Altri mondi
    Sorriso dolce
    Che sana
    Ferite altrui



Avevo scritto così nel mese di aprile.  Ora  hai lasciato questa terra con un sorriso  e stai calpestando i prati di altri mondi. Addio Chiara, anzi arrivederci!

lunedì 21 maggio 2012

Cancro: consigli pratici



 Cosa consiglia Renzenbruck? “ Il pomodoro, come la patata, - scrive nel libro - fa parte delle solanacee, quella famiglia che gode  di dubbia fama; quasi tutte le piante di questa famiglia contengono forti veleni”.

 Cosa bisogna abolire? Il medico consiglia per i malati di cancro di eliminare subito il pomodoro ma anche patate, funghi, alghe. La carne non è inclusa nella dieta dei malati di cancro, poiché  le proteine appesantiscono il metabolismo e quindi il fegato.  Una ricerca scientifica,  ormai  consolidata, sostiene che l’uso eccessivo  della  carne è uno dei fattori rischio per il cancro al colon. Per chi vuole, invece, prevenire il cancro il medico consiglia di  esser cauti nel consumo di patate.

La medicina omeopatica offre uno strumento di grande aiuto nella cura del cancro: le iniezioni di vischio, che possono affiancare  chemio e radio per diminuire gli effetti collaterali di queste ultime. Il libro dà molti consigli pratici sull’alimentazione per proteggere il fegato e quindi prevenire il cancro. Le cure primaverili disintossicanti, per esempio,  permettono all’organismo di rinnovarsi.

Il libro si divie in 12 capitoli: La realtà dell’essere umano- Principi base per la comprensione del carcinoma; Esistono alimenti che, affaticando il ricambio, favoriscono la formazione di un tumore; Sostanze estranee cancerogene presenti nell’ambiente e nell’alimentazione; I disturbi dell’organismo dei liquidi - La proliferazione cellulare dovuta a un disturbo delle forze di crescita del corpo eterico; La cellula del cancro non respira; Nei malati di cancro il metabolismo della luce è alterato; La cellula del cancro quale fonte del freddo; I processi silicei attivano le forze plasmatrici; Il fegato quale organo principale del ricambio e della disintossicazione dei malati di cancro; Gli ordinamenti ritmici; I cereali nella dieta dei malati di cancro; Consigli pratici.

Nelle conclusioni del libro, Udo Zenzenbruck afferma: “Chi si ammala di cancro si accolla parte del destino dell’umanità” .

Dieta contro il cancro



Il libro di Udo Renzenbruk  “ Dieta contro il cancro” (Natura e Cultura Editrice) l’ho scoperto molti anni fa in una clinica, molto particolare,  in provincia di Trento.  Nella clinica steineriana si seguivano le idee del medico-filosofo Rudolf Steiner: medicinali omeopatici ma soprattutto musica, pittura, scultura ed euritmia. Nel mese di ricovero nella  clinica ho ritrovato la passione per la pittura e la scultura che ho sempre avuto fin da ragazza. Sono tornata a casa con  una bellissima scultura e molti dipinti. L’arte- è  indubbio- stimola le forze creative e il processo di guarigione si mette in moto. Poi, per un anno, ho continuato con l’euritmia terapeutica.

Una premessa, per parlare di un  libro interessante che tutti dovrebbero leggere, a prescindere dal fatto che siano o meno malati di cancro. Il corpo umano, secondo Steiner, è costituito  da 4 elementi: corpo fisico, corpo eterico, corpo astrale, io; suddivisione che  ritroviamo nella  cultura orientale, dove si parla di corpo eterico o fisico, corpo astrale o emotivo, corpo- idea o causale. Il corpo fisico - secondo i testi di yoga-   dipende dal cibo e si distrugge con la morte; quello astrale dipende dall’energia, dalla volontà e dall’evoluzione del pensiero e il terzo corpo, quello causale, dipende dalla saggezza e dalla felicità. Gli ultimi due corpi rimangono legati insieme dai desideri e dal karma non consumato. E sono proprio i desideri che ci legano alla terra e ci spingono a reincarnarci. Quando tutti i desideri sono consumati con la ricerca spirituale e la meditazione, i tre corpi–prigione si dissolvono e l’anima diviene puro Spirito.

giovedì 10 maggio 2012

Chiara


    Angelo tra gli angeli
    Prestato alla terra
    Luce chiara
    Chiara fatta di luce
    Teneri gli occhi
    Che guardano
    Altri mondi
    Sorriso dolce
    Che sana
    Ferite altrui

    “Madre, questo è tuo figlio”
    Hai detto salutandoci
    E come promessa di futuro
    Hai donato un figlio
    Sassi sulle colline
    Di Medjugorje
    Sassi fino a toccare il cielo.
    

Lettera a un padre e a una madre

Carissimi,
sono tornata da Medjugorje con una immagine toccante stampata nella mia memoria. Chiara inginocchiata ai piedi della statua della Madonna e voi due dietro, quasi a proteggerla, con una mano sulla spalla. Una immagine talmente intensa che ho preferito rimanesse solo nella mia mente. Vorrei che le vostre preghiere silenziose, inviate in quel momento alla Madre Divina, fossero esaudite.
Voglio ringraziarvi per avermi dato la possibilità di vivere una profonda esperienza umana e spirituale.  E, soprattutto,l’occasione  di passare due giorni accanto a Chiara, una ragazza esile ( a volte sembra quasi una bambina), ma che dimostra in ogni istante una forza interiore enorme. Chiara è sorretta da una  fede profonda  che la rende lucida, serena, sempre con un mite sorriso.
Chiara è un essere superiore che ha superato i confini umani ed è direttamente in contatto con il cielo.  E come ha scritto Udo Renzenbrunk, medico steineriano, a conclusione del suo libro “Dieta contro il cancro: “Chi si ammala di cancro si accolla parte del destino dell’umanità”.


Le mie impressioni le ho raccolte in poche righe a lei dedicate.
Vi sono vicina con tutto il mio affetto.

sabato 5 maggio 2012

Medjugorje: il ritorno a casa


E’ il giorno della partenza. Piove a dirotto, fa freddo. Bisogna percorrere al contrario il cammino da  Medjugorje a Mostar e prendere l’aereo per tornare a Roma. Il paesaggio è povero, le case dimesse. Le buste di plastica, i rifiuti agli angoli delle strade, come da noi. L’autista guida  l’autobus con una sola mano, con l’altra ha l’orecchio incollato al cellulare! Il problema è che gran parte del percorso è formato da tornanti di montagna e vedo dal finestrino il bus sfiorare il precipizio. L’aereoporto è piccolo, sembra di essere tornata in India, i controlli lunghi, non c’è nessun mezzo per arrivare all’aereo, così adulti e bambini sotto la pioggia di corsa a piccoli gruppi per raggiungere l’aereo e salire sulla scaletta. Tutti hanno più volte ripetuto: “Nulla sarà più come prima”. E’ vero, ognuno torna cambiato, sono ridimensionati i nostri piccoli problemi quotidiani, si fa un serrato esame di coscienza. Cosa si chiede ora alla vita? Per chi crede la fede è  rinvigorita. 

Le mie impressioni? Le ho sintetizzate nella lettera che ho scritto ai genitori e nelle poche righe dedicate a lei. Dopo una rigida educazione religiosa ricevuta dalle suore fino alla maturità - considerati gli scandali  che hanno segnato per secoli la Chiesa fino ai giorni nostri - il mio forte bisogno di spiritualità si è rivolto altrove, al misticismo  orientale, a due filosofie: yoga e buddhismo, nate  nel segno dell’unione, della pace e della compassione. Sono troppo ribelle per sposare in pieno un’altra “chiesa”. La mia scelta è fatta di solitudine, silenzio e meditazione. Sono ormai  allenata nelle prime due, ho ancora difficoltà nella terza. Il cammino spirituale è difficilissimo e nonostante io abbia avuto negli anni dei “segni”, delle epifanie,  mi sento ancora all’’inizio del percorso. Avrei potuto fare di più- sono sicura- ma le contingenze reali: lavoro, responsabilità, continui problemi di salute, hanno sempre  messo in difficoltà la mia volontà, che ogni tanto cede alla stanchezza.

Con il passare degli anni si è rafforzata in me la convinzione che - come ha detto il gesuita, Padre Mariano Ballester, durante un ritiro spirituale -  nel tremila esisterà una sola religione. Quando gli uomini avranno smesso di ammazzarsi in nome di Dio. Alla base, tutte le principali religioni hanno gli stessi principi etici. L’uomo,  nel tempo e in luoghi diversi, ha dato un nome diverso a Dio e non posso credere che un essere umano buono e giusto, che vive con bontà e verità il suo cammino su questa terra debbe finire all’ Inferno  perché non conosce il cattolicesimo e non va a Messa. Non credo al Dio irato e vendicativo del Vecchio Testamento, credo al Dio misericordioso e buono di cui parla il Cristo Gesù.

mercoledì 2 maggio 2012

Sulle colline di Medjugorje



 Comincia il cammino per raggiungere  la collinetta dove è apparsa la Madonna. Decine di giganteschi pulmann sostano ai lati delle strade. Camminare sui sassi aguzzi con scarpe da città è un’ impresa ardua, ma non manca l’aiuto di altri pellegrini . Tra un sasso e l’ altro ci sono spiragli di terra, spesso bagnata e quindi più scivolosa. In ogni istante c’è il rischio di crollare per terra, nonostante il famoso bastone da montagna con cui si avanza faticosamente. Al  ritorno  le scarpe  sono distrutte.

 Ci sono lunghe file di pellegrini che avanzano lentamente recitando il rosario. File che avanzano e file che scendono. Non ci sono sentieri e quindi  spesso bisogna districarsi tra i vari gruppi. Giunti in cima alla collina ci accoglie  la statua della Madonna. C’è chi sta in silenzio, chi prega. A turno ci si avvicina per recitare una preghiera, con la speranza che la vicinanza possa toccare il cuore della madre celeste . Come  tutti gli altri del nostro gruppo, anch’io  ho chiesto la grazia per la giovane mamma ma anche una protezione speciale per le persone a me più care. Può la madre divina ascoltare tutti i cuori e dare ad ognuno una risposta?


Perché Medjugorje


18/4/2012



E’ il giorno del pellegrinaggio, è uscito finalmente il sole. Prima di incamminarci sulle colline di Medjugorje, ci riuniamo nella sala da pranzo della casa albergo di Mjriana. La giovane mamma, per cui siamo qui riuniti , racconta la sua esperienza di vita. Troppo straziante per poterne parlare, anche se uno dei frati francescani, che accompagna la comitiva, spesso, anche durante la Messa, svela segreti del suo calvario. Serena, con un sorriso dolcissimo, lei  è pronta ad accogliere la volontà divina, qualunque essa sia. Per lei aver riunito così tante persone diverse  è già stata una grazia. 
Ma la sua mamma prega  in modo commovente:“Madonna, se non puoi guarirla, lasciala tra noi ancora per un po’, tu puoi averla per l’eternità”.

Accanto alla giovane mamma il suo compagno di vita e il suo piccolo di dieci mesi, bellissimo, che appena sente suonare e cantare i canti religiosi agita manine e piedini nell’intento di dirigere il concerto. Il marito interviene ogni tanto, si commuove, mentre lei sembra distaccata, come se i suoi occhi guardassero già altri mondi.

sabato 28 aprile 2012

La veggente Mirjana



Medjugorje 17.4.2012



La sala è piena. Siamo arrivati sotto la pioggia,le strade sono trasformate in ruscelli, fa freddo. Mirjana ci accoglie nella sua casa-albergo. E’ una donna semplice, parla pacatamente, un buon italiano.  Le sue parole sono coperte a volte dalle  grida di oltre trenta bambini che giocano nella sala e fanno parte delle 150 persone che sono venute in pellegrinaggio a Medjugorje per chiedere una grazia. Una grazia per una persona speciale, un giovanissima madre, già segnata da dure prove,  che ora combatte con la malattia del secolo.

Ho raccolto per quanto ho potuto l’intervento di Mirjana. Non è semplice tentare di frenare la vitalità e l’entusiasmo di  33 bambini, dai sei mesi ai sei anni. Ma la presenza di così tante giovani coppie e così tanti bambini è stato notato anche da Mirjana che ha commentato:”Non ho mai visto tanti bambini tutti insieme”.


Mirjana parla dell’importanza che l’esempio dei genitori  può avere   nella vita dei propri figli. Risponde ad alcune domande. Qualcuno chiede: Com’è la Madonna ? E Mirjana risponde :”La Madonna è una donna bellissima, impossibile descrivere una bellezza divina”. Con che lingua ti parla?, chiede un altro. “Lei, durante i colloqui, parla con me in croato, la mia lingua. Io non faccio domande, è la Madonna che guida i nostri colloqui. E parla sempre di amore e pace. La Madonna può parlare ad ognuno di noi, basta aprire il nostro cuore.”

E poi riferendosi al  nostro pellegrinaggio, persone disparate unite dalla volontà di chiedere una grazia specifica alla Madonna, Mirjana dice :” Possiamo “costringere” la Madonna a fare la guarigione della nostra amica.”

“Se Dio non regna nella nostra casa, tutto è inutile. La benedizione di Dio è tutto. Non comprate libri inutili che parlano di Medjugorje. Sono libri scritti senza mai parlare con noi veggenti. Comprate soltanto il libro di preghiere:”Pregate, pregate, pregate”.
Dio non chiude il suo cuore se un figlio piange. Sorridete e andate a Messa. Date amore e mettete i vostri figli nelle mani della Madonna.”

 “Alla prima apparizione noi eravamo bambini.-spiega-  Abbiano chiesto alla Madonna: Cosa dobbiamo fare? E lei ci ha risposto: Quello che dice il vostro cuore. Se volete farvi suore va bene, se volete una famiglia va bene lo stesso.  Avere marito vuol dire avere una croce.”(applauso in sala, soprattutto da parte delle donne presenti).

“All’epoca sono stata sette giorni a pane ed acqua chiusa in casa prima di decidere. Non potevo immaginare la mia vita senza bambini, così ho deciso per la famiglia.Quando devo prendere una decisione io prego, e quando sento la pace  scendere nel mio cuore significa che la decisione che ho preso è quella giusta.”

Mirjana accenna alla sua infanzia: “Da bambina vivevamo a Sarajevo. Spesso i comunisti venivano nella nostra casa a prelevare la mia famiglia e io non sapevo mai se i miei genitori sarebbero tornati. Un periodo difficile. Poi siamo tornati a vivere a Medjugorje.”

“Paradiso, Inferno e Purgatorio esistono. E’ importante avere l’amore nel cuore. Se il cuore è chiuso non si vede la Madonna.  La Madonna è allegra quando parla di Gesù. Pregate con il cuore. Fate il rosario completo  tutti i giorni e il digiuno due volte alla settimana, il mercoledì e il venerdì. Cominciate a praticare, poi la Madonna vi darà una mano.”


martedì 13 marzo 2012

“Abbandono alla Provvidenza Divina”

Il libro di Jean-Pierre de Caussade mi è stato regalato da Hélèn Erba Tissot il primo luglio del 1982 con una dedica molto affettuosa. Padre de Caussade, della Compagnia di Gesù, nato il 7 marzo del 1675, era stato per anni guida spirituale, predicatore, in diversi conventi francesi. Come guida spirituale aveva indirizzato diverse lettere alle suore del convento delle Visitandine di Nancy. Lettere che sono state poi raccolte e pubblicate nel 1861. La prefazione del libro è di Ernst Bernhard, e questo spiega perché Hélène me lo regalò nell’anno più duro della mia vita, ma questo non lenì la mia sofferenza.


Ho estrapolato alcune frasi che spiegano il senso del libro.

“Ognuno deve seguire la via che gli è tracciata. La perfezione consiste nel sottomettersi pienamente all’ordine di Dio”.

“La santità consiste dunque nel volere ciò che ci capita per ordine di Dio”.

”La fede è l’interprete di Dio. La fede dà un volto celeste a tutta la terra. La fede è la luce del tempo”.

”La fede non vuole prove, e coloro che hanno bisogno di prove hanno meno fede”. Un’anima santa non è che un’anima liberamente sottomessa al volere divino con l’aiuto della grazia “.

“Dio istruisce il cuore non per mezzo di idee ma per mezzo di pene e avversità”.

“Così è attraverso avversità continue e una lunga serie di mortificazioni di ogni tipo, di prove e di spoliazioni che uno si stabilisce nel puro amore. Bisogna giungere al punto che tutto il creato non sia più nulla e Dio sia tutto.”

“E Dio toglie tutto a queste anime tranne l’innocenza, perché esse non abbiano altro che lui solo.”

”L’arte dell’abbandono non è che l‘arte di amare, e l’azione divina non è che l’azione dell’amore divino.”


Sottomissione totale alla volontà divina, dunque, annullamento della propria personalità, pene e umiliazioni, il libro segna il cammino che porta alla santità. Un cammino difficile per un religioso, tanto più difficile oggi per un laico che aspira alla spiritualità.


Ernst Bernhard, nella sua prefazione, lo descrive come un processo di integrazione della coscienza, molto simile al Bhakthi yoga indiano o al Taoismo, ma simile anche al processo di integrazione della coscienza dell’uomo moderno, il “processo di individuazione”, come lo definsce Jung.

“Il lato generico e dogmatico - pur restando sempre alla base di quest’opera- passa decisamente in secondo piano di fronte all’anelito verso un’esperienza religiosa individuale”, spiega Bernhard.


E poi conclude così la prefazione: “ Meta ultima di questo processo- dopo la debita assimilazione dei contenuti psichici rimossi nell’inconscio alla responsabilità della coscienza attuale – è appunto il raggiungimento di quella trasformazione dell’io primitivo ed ascrivente tutto a se stesso, la quale scaturisce dalla integrazione della coscienza attraverso l’esperienza vissuta del fino allora inconscio costante operare del “Sé” (Selbst) o “Imago Divina” (Dio, Cristo, Divina Provvidenza, Atman, Purusha, Tao o come altrimenti lo si denomina) nell’anima e nel destino dell’uomo, - trasformazione che lo spirito cinese nell’I King così definisce:


“Il benigno lo scopre (il Tao) e lo chiama benigno.

Il saggio lo scopre e lo chiama saggio.

L’uomo inconscio vive di lui giorno per giorno e non

se ne accorge”.


“O descrivendo la stessa trasformazione con una espressione Paolina:


”Vivo, ma non più io;

vive invece Cristo in me”.


Il libro “Abbandono alla Divina Provvidenza” di Jean-Pierre de Caussade è pubblicato dalla Casa Editrice Astrolabio.

Domande sul libro “ Io e Dio”

Riflettendo ancora sul libro del teologo cattolico Vito Mancuso, “Io e Dio”. Non riesco a immaginare il Dio personale, misericordioso, di cui parla la Chiesa cattolica, pronto ad aiutare i suoi figli in difficoltà. E non riesco ad immaginare nemmeno il Dio paterno di cui parlano alcuni yogi indù. Dopo aver letto il libro di Vito Mancuso ho ancora alcune domande senza risposta.


1) Dio ha fatto l’essere umano a sua immagine e somiglianza, così ci dicono le sacre scritture. Se l’uomo e la donna sono identici a chi li ha creati, il male che alberga nei loro cuori proviene da Dio.


2) Dio è onnisciente, anche questo viene asserito dalle sacre scritture. Quindi Dio sapeva, ben prima di creare l’essere umano, che gli uomini si sarebbero macchiati nei secoli di crimini orrendi: guerre, pulizia etnica, olocausto, genocidio.

Perché Dio ha voluto continuare nella sua opera, sapendo che ci sarebbero state così tante vittime innocenti? A noi mortali appare una scelta egoistica, narcisistica. Ho sentito dire da qualche sacerdote che Dio si sentiva “solo”!


Qualsiasi madre, se avesse potuto conoscere il futuro del proprio figlio, e avesse visto con certezza il pargolo diventare un tiranno, colpevole della morte atroce di milioni di persone, come Hitler, avrebbe sicuramente preferito rinunciare al concepimento. O, almeno, è quello che avrei fatto io.

sabato 21 gennaio 2012

Io e Dio

L’ultimo libro di Vito Mancuso, interessante e accurato come sempre, intitolato “l’Io e Dio”, ci mostra come sia difficile, e spesso doloroso, il confronto tra l’ Io e Dio. Dopo 400 pagine in cui Mancuso mette a nudo tutte le contraddizioni della Chiesa, dei Vangeli, dei vari Pontefici, tutte le ignominie perpetrate nei secoli, come la Santa Inquisizione e lo scandaloso comportamento di alcuni Papi, alla fine, nelle ultime 40 pagine, spiega perché si dice ancora cristiano e considera la Chiesa la sua chiesa.


Vito Mancuso è un cattolico moderno, aperto, che non teme di contrapporsi alle posizioni autoritarie e anacronistiche della Chiesa in materia di bioetica e sessualità. Aperto anche alle altre religioni, purchè “ l’uomo viva dentro di sé e fuori di sé il bene e la giustizia”. A lui va il merito di aver affrontato puntigliosamente, con dovizia di citazioni e riferimenti, forse anche troppi, i duemila anni di vita della Chiesa, dagli Atti degli Apostoli al Catechismo di oggi, dai Vangeli alle varie Encicliche, evidenziandone le contraddizioni e gli errori.


“La fede non è l’obbedienza cieca alla Chiesa…L’esperienza spirituale ha più valore della dottrina… La verità si compie aderendo alla vita buona e alla vita giusta… La verità si compie nell’amore… Mi definisco cristiano ma non solamente cristiano, perché non si può sottovalutare la verità contenua nella ricerca spirituale di tutti gli altri esseri umani.” Queste, estrapolate , alcune sue affermazioni.


E’ plausibile che esista una energia cosmica che permea tutto l’Universo. In varie epoche storiche, e in luoghi molto lontani geograficamente, gli uomini che anelano alla spiritualità hanno dato origine a riti e religioni diverse. Soltanto nel Buddhismo non c’è predicazione che inciti alla violenza e non c’è un dio personale. Nelle altre religioni, il desiderio di supremazia degli uni sugli altri (“Il mio è il vero Dio”) ha portato nei secoli dolore, sofferenza e violenze inaudite.


Aboliamo la supremazia di una religione sulle altre, cancelliamo tutte le conflittualità! E’ mai possibile che nella chiesa della Santa Natività a Betlemme sacerdoti ortodossi e armeni si prendano a bastonate durante le feste di Natale? Dove è finito l’amore per Dio? La misericordia, l’ascesi verso il soprannaturale? Se non ci riescono dei preti a superare l’odio, la violenza, come possiamo chiederla ai comuni cittadini?


Tra migliaia di anni, se la terra resisterà alla distruzione programmata dagli uomini, forse i vari culti religiosi finiranno per essere unificati. Il bisogno di sacro mostrerà a cristiani, mussulmani, ebrei, indù, e a tutte le altre confessioni religiose, che esiste un unico Essere Supremo, Energia Suprema, Logos, a cui ognuno conferisce un nome diverso. Soltanto allora riusciremo ad avere una pace durevole su questa terra martoriata.