giovedì 30 giugno 2011

Casi di guarigione

Ho avuto due, tre esperienze di guarigione, mi racconta Hélèn.


“Era una donna molto depressa, giovane, lavorava, colta, raffinata. Lottava molto. Tormentata. Quando le prendo la mano, durante una seduta, sento che lei si calma e grida: ”Mi sento guarita” . Cercava il Sé e l’ha trovato dopo due anni di analisi (soffriva enormemente). Adesso dopo 3 anni sta benissimo. “


“Ero con lei, camminavamo per strada. Lei era un po’ avanti a me. Si gira e grida:” Sono guarita”. Io ho risposto:” Io non guarisco nessuno. Io non ho fatto nulla”. Esempio eclatante. Generalmente si guarisce e poi si ripiomba nella sofferenza. La mia prima reazione è stata di paura. Anche Bernhard ha avuto casi di guarigione. Non deve esserci l’Ego. Un evento miracoloso è una grazia inaspettata. Improvvisamente è stata liberata dal peso. “


La storia di M. A. Soffriva molto. La figlia mi ha chiesto di occuparmi di lei. L’ho accompagnata al suo ritiro. Abbiamo meditato, poi l’ho lasciata andare, l’ho sentita gridare:” Hélèn, Hélèn, sono guarita”. Tutti gli anni, nella ricorrenza di questo evento, mi invia delle orchidee meravigliose. Ricordo la luce e il grido di liberazione di M. Inaspettato e tanto emozionante. Yogananda ha fatto il “miracolo”. Un’altra paziente mi ha detto:”Il Guru mi ha guarita”. Yogananda mi ha aiutato moltissimo.”

martedì 21 giugno 2011

L’uomo nel passato cercava di più?

L’insicurezza dell’essere umano, la necessità di avere delle chiavi profonde, il problema religioso non si è trasformato tanto nei secoli. Il pericolo atomico preme verso la morte, viviamo in modo più pericoloso.


Perché la psicanalisi è nata nel novecento?


La natura non fa salti. Dobbiamo vedere come le cose si sono sviluppate nella scienza. Una catena di eventi, di scoperte. Anche la cultura attuale ha fatto passi enormi. La vita dell’uomo moderno è caratterizzata da un cumulo di insicurezze (era nucleare). Nel cambiamento religioso c’è più sicurezza di prima. (Rinforzare la fede. La Chiesa cattolica lavora molto in questo senso. Il Papa Giovanni Paolo II, che viaggia in tutto il mondo, porta valori, fede, sicurezza). Quelli che non vedono la fede come sicurezza hanno paura.


La religiosità è una vuota ripetizione di riti?



La meditazione rinforza la fede. Ogni giorno, qualunque cosa accadesse, meditava mezz’ora. Così faceva il dr. Louis, che mi diceva:” Hèlene , your meditation.” Semplice e assoluto. E’ un errore saltare la meditazione. E’ facile perdere il ritmo.

giovedì 16 giugno 2011

Cercare con gioia


Ognuno si avvicina al Sé secondo le proprie possibilità. Siamo sulla strada. Importante è avvicinarsi alla strada giusta. (in modo intuitivo o no). L’educazione, anche nei selvaggi, tende ad avvicinarsi al giusto. Lunga preparazione alla ricerca del Sé. Tutta la nostra vita è una ricerca. Una ricerca che è eterna. Riti tribali, ricerca per avvicinarsi a Dio. Modi diversi di esprimerla nei millenni. Il maestro, la scuola, il guru sono strumenti di aiuto per avvicinarsi alla meta: La ricerca del Sé.


Ernst Bernard diceva:’ più semplice meglio è.’ La fisica moderna si avvicina con la ricerca alla Verità Ultima. L’essere umano attraversa delle complicazioni infinite per trovare che è semplice: è dentro di noi.


Yogananda diceva sorridendo: “Vieni, gioca con me”. Dio ama giocare con noi, i suoi bambini. “Come, play with me”. Quando siamo stanchi, quando le cose non riescono…. In quei tre giorni che sono stata a Los Angeles, Yogananda mi ha rivelato un modo di vedere le cose. “Prendi la vita con gioia!!” I bambini si divertono. Non dicono : “No, allora giochiamo domani.”


La fatica della ricerca (il bambino ne fa abbastanza). La ricerca del Sé può essere fatta in modo diverso. Yogananda scherzava con i suoi discepoli, amava scherzare, capiva che l’essere umano ha bisogno di distrazioni. E’ necessaria la giocosità nella ricerca. Yogananda non era mai noioso. Scherzava e sapeva essere serio. Diceva: “Un santo triste è un triste santo”



L’uomo moderno vive con intensità lo studio, ha necessità di concentrazione. Ciò che è importate per Yogananda è la gioia di vivere, la gioia di amare, la gioia di fare. Yogananda con il dottor Louis non sapevano come trovare i soldi per i discepoli. Non era facile, però non perdevano mai la gioiosità.

mercoledì 15 giugno 2011

Perché è necessario soffrire tanto?

Continua il dialogo con Hélèn Erba Tissot, psicologa junghiana, seguace di Yogananda, prima che la sua mente perdesse lucidità.



E’ insito nella natura umana. Il Sé è questa cosa preziosa che noi cerchiamo, nascosta, difficile, desiderata intensamente. Altrimenti si può dire:me ne frego!


In tutte le culture c’è la valorizzazione di ciò che è difficile da trovare. Per esempio le perle preziose trovate dopo anni di ricerca. E’ una gioia che non ha prezzo.


Perché in alcuni è sopita la ricerca?


Ci sono esseri umani che non hanno bisogno dell’intensità di ricerca, altri che non l’hanno. Non sono ancora pronti per questo e non possono provare la gioia della “scoperta”. La ricerca di qualcosa che è prezioso è un bisogno profondo dell’uomo. L’essere umano più sensibile non si accontenta delle banalità. I primi pionieri di questa ricerca per un uomo migliore erano pronti a scendere in se stessi come sommozzatori.

C’è nell’essere umano un tesoro nascosto. L’essere intuitivo lo percepisce e quindi scatta la molla per ricercare questo qualcosa di prezioso e raro. Una lunga ricerca sfocia in una grande gioia. La ricerca in se è anche importante. La ricerca del difficile, del nascosto. Pensiamo al gioco infantile dei bambini che nascondono un oggetto per poi ritrovarlo, soltanto per il gusto della ricerca.

Incontri con Hélèn


Che cosa cerca l’uomo moderno?

La sofferenza, il disagio nei confronti della realtà sono la molla della ricerca. Jung era cauto nel parlare del Sé. Il Sé è un centro che l’uomo sente dentro, che lo spinge alla ricerca. L’analisi aiuta poco a poco ad avvicinarsi a qualcosa di più intimo dell’essere umano. Stiamo parlando di una chiamata, che è presente anche nelle religioni. E’ la ricerca di qualcosa di essenziale. Una ricerca che ci spinge a uno sforzo più grande, più intenso per raggiungere la meta: il Sé.


Lo scopo della psicologica analitica è di avvicinare l’uomo al proprio Sé, di far prendere coscienza all’essere umano di questa “chiamata” e di prenderla sul serio. Esiste una molteplicità di simboli. Nei sogni il Sé è spesso simboleggiato con l’oro , con tutto ciò che è raro. Una cosa rara si trova soltanto dopo molta fatica, e la fatica fa parte della ricerca. La difficoltà della ricerca e, di conseguenza, la gioia di trovare. L’essere umano ha bisogno di questo. In noi c’è qualcosa che ci spinge a trovare ciò che è difficile trovare. Nel Vangelo la gioia della scoperta è sempre legata a una lunga ricerca. Non è un bene materiale che si cerca, eppure siamo spinti da una forza che non conosciamo ma che è dentro di noi. La gioia dell’essere umano quando trova la perla preziosa. Dio entra nella religiosità del paziente.