mercoledì 30 luglio 2014

Yoga nella vita reale



“Fuggire dalla difficoltà della vita non è la via della liberazione.” Uno yoghi godendo per la gratificazione dei sensi fa attenzione a non permettere loro di sopraffarlo. Non è di aiuto disprezzare la vita. Non vi è alcuna virtù nel ritirarsi nei boschi. L’eroismo si trova nel rimanere saldi nel tumulto della vita anche quando il destino ci è avverso e nell’attendere il samadhi dell’equilibrio in mezzo a tutte le difficoltà.”
“L’ansia, le frustrazioni, l’esaurimento della mente e del corpo accelerano il processo di invecchiamento. Lo yoga è un potente rimedio contro queste forze distruttrici.”


Lo yoga non significa soltanto l’Ashtanga yoga ( lo yoga delle otto vite, descritte nelle scritture indù). Vi sono diverse pratiche semplici ed efficaci: le asana (posizioni), il pranayama (respirazione), japa (mantra), il nada yoga (lo yoga del suono) e trataka ( fissare lo sguardo su un punto). Il karma yoga, il bhakti yoga, il jnana yoga e il raja yoga sono diversi aspetti dello yoga. La vita è yoga, il nostro lavoro è yoga.  Yamas (astinenze morali) e iNiyamas (osservanza del carattere e della condotta) di Patanjali erano destinati ad un tempo passato. Un tempo l’aria era pura, oggi è viziata da falsità, violenza.
“Lo yoga non si occupa di coltivare virtù impossibili; queste lasciamole ai moralisti”. Lo yoga mira a sviluppare una personalità integrata. Per raggiungere questo è utile la sintesi di bhakti, karma, jnana e raja yoga. E’ un tracciato verso la perfezione, è una ricetta universale, è “ l’unico modus operandi per realizzare se stessi:”

 ( Swami Satyananda, Fine)


Ida e Pingala


Ida = Gange
Pingala= Jamuna
Sushumna = Saraswati (fiume sotterraneo)
I tre fiumi s’ incontrano ad Allahabad, nel punto sacro denominato Sangam. Ogni dodici anni lì si svolge il Kumba Mela.


Pingala è definita dinamica, attiva, maschile, energia yang, Le sue qualità materiali sono luce, caldo, solare, energia accumulata. Creativa, organizzata, centripeta. Nel sistema freudiano corrisponde all’Eros, nella psicologia junghiana è la personalità conscia, razionale, il lato discriminante. E’ l’ energia base della vita.

Ida è l’energia passiva, recettiva, femminile, negativa, Yin. A livello fisico è scura, fredda, lunare, energia dissipatrice, disorganizzata, entropia, espansiva, centrifuga, rilassante. Sul piano mentale Freud la chiama Thanatos.  Jung la chiama Anima, l’inconscio femminile, emotivo, intuitivo, sensibile e non discriminante.

Nel  processo di individuazione di Jung con l’auto- realizzazione, troviamo   delineata la visione tantrica.

Le ricerche ci dicono che il lato sinistro del cervello  è usualmente collegato con la parola, la logica, l’analisi, il tempo e le funzioni lineari. Mentre il lato destro è silente, scuro, intuitivo, sensibile, spaziale, solistico. Il alto destro del cervello è il posto fisico di Ida Nadi, mentre il lato sinistro del cervello, di Pingala.

 Le ricerche ci dicono che nell’emisfero sinistro governa la felicità e il sentire positivo e nel lato destro governa la tristezza e il sentire negativo. Quindi il lato sinistro è associato con pensieri luminosi e gioiosi e il lato destro con la tristezza e la depressione. La necessità, quindi, è di bilanciare Ida e Pingala.

Sambhavi Mudra e Trataka sono due delle tecniche più importanti per risvegliare l’ajna chakra e per bilanciare Ida e Pingala.

Pingala domina il sistema nervoso  simpatico, mentre Ida domina il sistema nervoso parasimpatico.

(Swami Satyananda, continua..)




domenica 20 luglio 2014

Paramahansa Yogananda



Yogananda ha portato il suo Krya in Occidente (in America, Europa). Ha insegnato il krya a milioni di persone che ne hanno avuto benefici spirituali. Dopo sono venuto io e l’ho reso più chiaro. Quando venne Yogananda l’Occidente non era maturo. Oggi gli occidentali sono più preparati e progrediti, hanno praticato hatha yoga per molti anni. Io ho portato tutta la gamma dei Krya. Quando praticate il Krya  non dovete credere che sono le onde cerebrali di Satyananda che vi guidano, leggete i testi sacri. Ci sono ora vari maestri in varie parti del mondo. Imparate la pratica, quella che credete più facile. Sedete nella posizione del loto. Occhi aperti e fissi. Non siate rigidi. Iniziate con Ujjay lentamente, gentilmente, poi piegate la lingua indietro e fate su e giù per 5-10 minuti, mezz’ora. Potete muovere la testa, grattarvi. Alla fine per un minuto, ad occhi chiusi, portate la mente  al muladhara chakra. Immaginate uno Shiva lingam e un serpente attorcigliato alla base.

(swami Satyananda, continua…)

Il risveglio della Kundalini


 Per il risveglio della kundalini ho selezionato  17 pratiche di Krya, voi potete praticarne uno o due o tutte e diciassette. Non è necessario praticarle tutte. Alcune sono importanti: Maha mudra e Maha bedha mudra. Se praticate soltanto questi due mudra otterrete gli stessi risultati. Devono essere praticate in Siddhasana. Naumukhi mudra ( mudra delle nove aperture). Nell’hatha yoga la pratica preliminare  è lo yoni mudra. Si chiudono le sette aperture. L’ano e l’uretra si chiudono con il Mula bandha e il Vajroli mudra. Quando le nove porte sono chiuse si risveglia la Shakti che sale. Tadan krya si pratica nella posizione del loto.
Le pratiche più importanti del Krya sono: viparita karani mudra, maha mudra, maha  bedha mudra, naomukhi krya, tadan krya.

La ripetizione del mantra OM. In alcune pratiche si ripete a lungo la O e in breve la M, in altre la O e la M sono della stessa durata. Nel Krya Yoga la ripetizione di O è breve, mentre la M è lunga. Quando praticate il suono della M si deve sentire nella colonna vertebrale. Ci sono molte pratiche di pranayama. Ujjay pranayama è scelto nel Krya yoga. Bhastrika pranayama  è veloce, risultati rapidi, effetti collaterali incerti. In Ujjay pranayama, l’effetto è lento ma sicuro e giusto. Con l’aiuto  di Ujjay si può attraversare la colonna vertebrale dal basso verso l’alto e dall’alto verso il basso. Il respiro si muove  dentro il centro della colonna vertebrale, è un procedimento di respirazione inconscia. Se praticate ujjay per dieci, venti minuti scoprirete che la mente   si perde  e iniziano le visioni. Di conseguenza le pratiche preliminari  del Krya  vengono eseguite ad occhi aperti. Fino al 13mo Krya non chiudete gli occhi. Quando ho iniziato la pratica avevo un forte desiderio di chiudere gli occhi dal quarto al quinto Krya, ma il mio guru mi disse di tenerli aperti. Ogni Krya va praticato per tre, quattro minuti. Il quarto e il quinto sono molto difficili, si cominciano a vedere luci, forme, ombre. Dopo il 13mo si possono chiudere gli occhi.



Allora ci si concentra sui chakra e sui punti di contatto. Muladhara e Saharsara non hanno punti di contatto. Gli altri chakra sono: il centro delle sopracciglia, la gola, lo  sterno, l’ ombelico, le viscere. Imparate a conosce i chakra. Se conoscete lo yantra, il mandala, il bigia mantra è tutto più semplice. La concentrazione su ogni chakra è importante. La kundalini sta nel muladhara però, secondo lo sviluppo spirituale individuale, la kundalini potrebbe essere già  salita. Quindi, concentratevi per lo stesso periodo su ogni chakra, guardate il mandala, praticate il mula bandha.

(Swami Satyananda, continua..)


Krya Yoga


Kechari mudra, si taglia il frenulo. La punta della lingua deve bloccare la glottide per ottenere il jala samadhi. Nel Raja Yoga si chiama maha mudra: si piega la lingua indietro e si poggia sul palato superiore. Nel Shambavi mudra ci si concentra alla radice degli occhi, nell’ajana chakra, per determinare l’incontro di Ida, Pingala e  Sushumna. Quando si vede una luce al centro si è raggiunto il Shambavi Mudra.

Il Tantra è una  filosofia più antica  di quella vedica. Diverse pratiche sono conosciute come Krya yoga (un centinaio); non tutte sono importanti. Ne ho scelte 17 raccolte da diverse scritture tantriche.
Alcuni krya: Maha mudra, Mahavedha mudra, Vajroli Krya, Shambavi mudra. Shiddasana: la pratica più importante nel Tantra. Molte pratiche del Krya Yoga vengono praticate in Shiddasana o posizione del Loto.

Viparita Karani Mudra è il primo Krya, se ne parla in molti testi. La Shakti va giù, portatela su. L’energia primordiale va canalizzata, altrimenti si perde. Se praticate pranayama per una o due ore la mente è sotto controllo. Se praticate Bastrika per mezz’ora  e Ujjay per un’ora, automaticamente la mente diventa tranquilla. La stessa indicazione del Krya si trova nella Bibbia: “C’ è una scala che va dalla terra al cielo, metà della via si sale con occhi aperti, metà con occhi chiusi”. I krya si possono trovare in tutte le scritture più antiche. Ho pubblicato un libro di 200 pagine sul Krya Yoga. Prima di Cristo, la setta degli esseni era a conoscenza del Krya ( ricerche del Mar Morto).
(Swami Satyananda, continua..)