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domenica 30 marzo 2014

Lo yoga spirituale



Lo yoga  interiore, spirituale è racchiuso nei capitoli  6,7,8 della Bhagavad Gita. Daharana, Dyana, Samadhi sono il vero yoga. Anche Nyama e Yama, (i fondamenti morali ) non sono tutto yoga. Quando si entra dentro  con la concentrazione, la meditazione, la supercoscienza: questo è il vero yoga. I primi 5 ( nyama, yama, hatha yoga, pranayama, pratyahara)  sono molto necessari. Si può praticare, infatti, soltanto con un interno purificato. Dove c’è un aspetto grossolano, lo yoga non si può praticare, è necessaria la sottigliezza. I primi 5 sono necessari per arrivare  all’ultima meta. Shivananda diceva: Purificazione, concentrazione, meditazione, realizzazione.

Per la purificazione sono necessari: asanas, pranayama, pratyahara. Dopo aver terminato la purificazione si va avanti. Le asanas e il pranayama sono praticate anche nel nostro mondo moderno. Per tagliare i legami  bisogna andare in profondità. Un santo  disse a un ricercatore :  “Vai  in profondità, e l’uomo trovò una miniera di sandalo, poi disse ancora vai avanti , e trovò una miniera d’argento, e poi continuò  a dire vai  avanti  e l’uomo  trovò una miniera d’oro.” Alla fine il ricercatore  trovò  una miniera di diamanti. Lo yoga vi aiuta ad andare in profondità, ma voi vi fermate all’inizio, alle asanas e al pranayama.

 L’estasi di S. Francesco. Seguendo lo yoga spirituale, la devozione, la costante presenza di Dio, il senso dell’umanità, San Francesco vedeva il volto di Gesù nel mendicante, nel lebbroso. Quanta pace, gioia, pienezza dà lo yoga. Ma il mondo non si può liberare dal dolore e dalla morte. Questo mondo è caratterizzato dalla nascita, dalla morte, dalla sofferenza, dalle malattie, dalle guerre. La scienza dello yoga è portare nell’esperienza suprema di Dio la pienezza eterna. Importante è leggere e studiare, ma più importante è mettersi nel cammino e camminare per capire. Dobbiamo cominciare a farlo.


Tutto quello che avete imparato dai libri, dai saggi, dalla vita e dalla vita intorno a voi è importante. Tutto quello che avete imparato lo dovete applicare nella vita. Non vi scoraggiate, avere fallimenti è naturale. Dormire e cadere lungo il percorso non è una grande colpa, ma rimanere per terra quando si è caduti è una grande colpa. Non guardate mai indietro, ma sempre avanti. Suggerimenti: “Volete essere in buona salute?” Fate tutto per stare bene, è necessario non fare cose che possano danneggiare la vostra salute. Se avete la tubercolosi non potete fumare. Ci sono cose da fare e cose da non fare.  Fate tutto quello che è necessario per andare avanti ed evitate tutto quello che può intralciare il cammino. Questa è saggezza, senso comune. Dobbiamo diventare amici di noi stessi. Se voi diventate il vostro nemico è ben più pericoloso, perché siete con voi stessi 24 ore su 24. Quindi siate saggi, evitate quello che vi nuoce.

Iniziate la giornata con il Signore,
Continuate la giornata con il Signore,
Finite la giornata con il signore,
Pregate sempre.

(Swami Chidananda. Fine)

Essere nel mondo ma non del mondo.



Continua a tenere ferma la percezione del Sé. “ Uomo, il tuo vero Sé è qualcosa che il fuoco non  può bruciare,  le armi ferire, l’acqua bagnare, il vento asciugare. Non è nato, è eterno, permanente, oltre il tempo.  Tu sei nella vera natura. Senza nascita e morte, oltre lo spazio e il tempo, oltre la fame e la sete. Questo è il tuo vero Sé.” Con questa consapevolezza pratica lo yoga, asana, pranayama, yoga nidra e mudra. Questo dice in sintesi Krsna ad Arjuna nel secondo capitolo della Bhagavad Gita.

Io  faccio questo con il mio corpo fisico, io sono un   centro radiante di consapevolezza, faccio queste pratiche perché mi possono  portare sull’autostrada della vita, con lo scopo di raggiungere prima Dio. Questo è il mio veicolo, lo devo tenere in forma e in salute. Pratico questo con uno scopo specifico. Le asanas sono un’offerta allo Spirito.  Prima di iniziare le asanas unite le mani e inchinatevi. Fate lo stesso alla fine.

Nel karma yoga, quando  servite i genitori, gli anziani, quando lavorate, in  colui che state servendo, in quell’ essere c’è lo Spirito Universale. Nel decimo capitolo della Bhagavad Gita si parla dello Yoga spirituale:“ Io sono il Sé che risiede nell’intimo di tutti gli esseri, io sono il principio, il mezzo, la fine di tutti gli esistenti.” Tutte le cose viventi hanno la presenza divina dentro di loro, che sia  un fiore, una foglia, un insetto. Ogni cosa è  espressione dello Spirito Universale. L’intera manifestazione è espressione dello Spirito Cosmico.

Nell’undicesimo capitolo, questa consapevolezza, questa percezione è la spiritualità dello yoga. “Se tu pensi, o Signore, che io possa vederlo, allora, o Signore dello Yoga, fa conoscere a me il tuo Sé imperituro”. Si può essere praticanti ovunque e in ogni momento. In ogni momento, in ogni posto, in ogni situazione ci muoviamo con Dio dentro di noi. Puoi fuggire dagli altri, ma non puoi fuggire dalla presenza onnipresente universale dello Spirito Divino. E la Bhagavad Gita così descrive il Signore:” Se la luce di mille soli sorgesse tutta  insieme nel cielo potrebbe somigliare allo splendore del Supremo Essere”.
(Swami Chidananda. Continua.)

mercoledì 19 febbraio 2014

L’attività come devozione a Dio



Pregate :“Ascoltami Dio, tu mi hai messo in questa situazione, mi è stato richiesto di fare questo, lo faccio per te, spero che tu sia contento. Lo offro a i tuoi piedi”. Praticate la devozione attraverso l’azione. Attraverso l’azione rimanete nella costante consapevolezza di Dio. Trasformate l’attività in un'altra forma di devozione. Tenete l’amore di Dio nel vostro cuore, anche quando siete immersi nell’attività.  Con la vostra intelligenza imparate a discriminate l’Apparenza  dalla Realtà Eterna. Dio è presente in ogni atomo della materia, sente ogni momento della vita. E’ eterno, infinito, onnipresente, onnisciente. Qualunque cosa esiste viene da lui, è la sua espressione, la sua manifestazione. La realtà esterna passa, cambia, ma la Realtà interna rimane. Discriminate continuamente tra l’Apparenza e la Realtà, tra l’Esterno e l’Interno. Attraverso questa discriminazione razionale  dobbiamo imparare a distinguere continuamente.

Perché entrare in una stanza buia?  Nel buio si è come dei ciechi. Cercate una lampada per cercare un interruttore. Immediatamente la stanza s’illumina. L’interruttore è collegato con una forma di energia. Attraverso l’interruttore arriva l’elettricità e raggiunge la lampadina e la riempie di luce. Se c ‘è un’interruzione con la corrente elettrica è inutile pigiare l’interruttore, la luce non verrà. Lo scopo dello yoga è collegare l’uomo con Dio. E’ necessario il collegamento, così la spiritualità entrerà nel nostro corpo, nella mente, nel cuore, e allora potrete esprimerla nella vita. L’unico modo è  di rendere la vostra vita nobile, bella, sublime, facendo del bene agli altri.

Dobbiamo essere sempre collegati con Dio, attraverso tutta la nostra  personalità  (emozioni, pensieri, azioni). Se la spiritualità entra nella nostra vita la trasforma. Lo yoga è praticato nel mondo da quando è stato scoperto. E’, inoltre, una splendida scienza della salute, cura tante malattie. (Swami Chidananda) Continua..



sabato 15 febbraio 2014

Voi siete parte di Dio: Lui vi ha creato.



Se uno scultore fa una bellissima statua, nella statua c’è parte della sua sensibilità, della sua estetica, quindi voi siete l’opera di Dio. Queste qualità di Dio sono l’essenza del vostro Essere. Dio creò Adamo e vi soffiò il suo Spirito. L’uomo è stato creato a immagine di Dio (cioè simili, uguali). Dio non ha corpo. Vi ha fatto con le sue qualità, quelle dello Spirito. E lo Spirito è dentro di voi, ma voi  lo avete ignorato, dimenticato, è  in voi che dorme latente. Come un albero che dorme dentro il seme, come un uccello che dorme in un uovo, così come la bella farfalla dorme in una crisalide. Così la qualità di Dio è latente in voi. E’ la vostra più vera natura, la vostra identità essenziale. Siamo sempre occupati a percepire il mondo esterno, la mente rivolta al mondo esterno, ai cambiamenti, e la cosa più preziosa che è in voi la ignorate.

Lo yoga vi riporta alla Divinità, cerca di  risvegliare la vostra vera natura e vi dice come attivare, manifestare questa divinità che è in voi, nella vita di tutti i giorni. La chiave è in una parola: Yoga. Krishna disse ad Arjuna: “ Arjuna diventa uno yoghi, diventa uno yoghi in questo mondo, adempi a tutti i tuoi doveri in uno stato di yoghi. Rimani nel tuo interno, attivo nell’azione. Allora tutta la tua vita sarà piena di spiritualità.”  Quale è la chiave che vi dà lo yoga? Compiere le vostre azioni, i vostri doveri, fare tutto quello che è necessario fare, ma per tutto il tempo collegati con il Divino. Come e perché? Come siamo collegati con l’Eterno?

Dal risveglio alla notte siete collegati con l’Esterno. Avete così tante cose da fare.
Siete collegati con il corpo, con la mente ( cosa fare, come fare, usate l’intelligenza, la ragione, l’astuzia). Siete talmente occupati da questo mondo attraverso il processo mentale, le sensazioni, i sentimenti, il corpo.  Ma  questo vi dà il modo di collegarvi con Dio. Continuate a sviluppare l’attenzione sull’ Attività Ultima, anche quando siete coinvolti nell’attività quotidiana. Pensate a Dio sempre, non dimenticatelo. Dovunque siete, qualunque cosa stiate facendo, lo state facendo alla Sua Presenza. Portate avanti tutti i vostri doveri nell’amore di Dio. (Swami Chidananda) Continua

Lo yoga è spiritualità.


Lo Yoga è un fatto spirituale. Arricchisce la vostra religione, portando un aspetto  spirituale, dinamico in essa. Che cosa è la spiritualità? Tutto quello che appartiene allo Spirito. Parliamo dello Spirito Eterno, Universale, Divino, fine ultimo di tutte le religioni, il tema di tutte le Scritture, Dio è l’unica cosa adorata in  ogni parte del mondo, in forme diverse, in vari modi.

I sentimenti appartengono alle qualità del cuore.  La qualità dello Spirito, la  qualità di Dio, si riassume nel termine Divinità. Questa qualità eleva le qualità umane, le riabilita, le  santifica, trasforma la vita. E’ questa qualità di Dio, se riuscite a  portarla nella vostra vita, nelle vostre motivazioni, nelle vostre azioni, che vi rende veramente e sinceramente figli di Dio.

La qualità dello spirito è la Divinità, è la qualità del Dio Padre. È la vostra qualità. Renderla manifesta nella vostra vita è un privilegio, un sacro dovere, la missione suprema.  Siate testimoni della perfezione di Dio nella vostra vita. Osservando voi ( la vostra vita attiva, piena delle qualità divine, di perfezione), altri  esseri umani potranno avvicinarsi a Dio. Se un bambino è bello e perfetto, ci chiediamo, quanto sarà perfetto il padre?

 Nella Bhagavad Gita  si parla di 18 diversi tipi di yoga. In 700 versi la Bhagavad Gita descrive la pratica che aiuta  il risveglio, che attiva l’aspetto divino che è in noi.
(Swami Chidananda) Continua…


La castità


La castità è una regola  comune in tutti gli ordini monastici: cristiani, indù, buddhisti, jainisti, mussulmani. Nel conteso della tradizione indiana anche nel primo stadio della vita, a livello di studenti, è richiesta la castità. Nel secondo stadio è previsto il matrimonio.

In tutti gli stadi c’è il controllo di sé, la  purezza mentale, la castità.

La vita In India  è divisa in 4 stadi:

1)    Giovinezza, Studio, Bramacharya.
2)    Matrimonio, Famiglia, Figli
3)    Ritiro
4)    Vita monastica, Sannyasi.

( Swami Chidananda)  continua..

domenica 2 febbraio 2014

Lo Yoga essenza delle religioni



Lo Yoga è un sistema scientifico per ricollegare l’uomo a Dio attraverso il corpo, le emozioni, la potenza del pensiero, la conoscenza, la discriminazione. Essere Universale, Satori, Allah, Dio Onnipotente, Brahma, Essere Supremo, Javeh, non importa che nome gli date. La cosa importante è cogliere questa occasione d’oro di questo breve pellegrinaggio della vita.

Dopo che avete creato questo collegamento, fate tutti gli sforzi in quella direzione, perché diventi sempre più profonda,  finchè  non  diventate stabili in quella situazione. Lo Yoga è il cuore, l’essenza spirituale di tutte le religioni che sono esistite, che esistono e che esisteranno nel futuro, una religione pratica. Dimensione interna, ascesi dello spirito, pienezza. La scienza dello yoga ha vari insegnamenti come lo yoga della meditazione, lo yoga della devozione. Scoprite che lo Yoga è una scienza spirituale, il cuore spirituale nascosto in tutte le religioni. La vera religione(Yoga) ci ricollega a Dio e appartiene a tutti gli esseri umani.

Le religioni esistono  perchè l ‘uomo ritrovi  un collegamento  con  Dio. L’uomo vive in perenne dimenticanza di questo collegamento eterno con l’Essere Cosmico. Tutti i rapporti sono temporanei, noi siamo dei passeggeri in questo mondo, così tutti i nostri rapporti devono prima o poi terminare.  Se riusciamo a collegare l’esistenza  prima della nascita  a quella che avremo  dopo la morte,  il nostro legame con Dio sarà più duraturo.  E proprio per ricreare questo collegamento con Dio sono state create le religioni. La funzione essenziale delle religioni è restaurare il rapporto dell’uomo con la sua Fonte Cosmica, l’anima individuale con l’Anima universale, la coscienza umana con la Coscienza Divina. Questo processo costituisce il cuore di tutte le religioni.  E lo Yoga è l’essenza spirituale della religione, è la scienza pratica della religione. Se la religione non garantisce un progressivo rapporto con l’Eterno sarà soltanto un’ istituzione formale.

I sacerdoti delle varie religioni, i vari rituali sono tutte  forme esterne, la forma interna è il profondo collegamento con Dio, con l’Essere Cosmico.  Il mondo ha bisogno oggi di spiritualità. Dio si dispera per noi. Lo Yoga si sta espandendo in oriente e in occidente, ma quello che viene praticato non è realmente yoga. E’ una piccola parte,che riguarda le asanas e il pranayama. In questa scienza spirituale esposta da Patanjali, l’ Asthanga Yoga, le  asana e il pranayama costituiscono soltanto le due parti minori. Nella tradizione classica non vengono considerati veramente yoga, rappresentano soltanto i preliminari, lo yoga esterno. (Swami Chidananda)  Continua…


Un raggio di luce della Luce




Siamo diversi nei vestiti, nella cultura, nelle abitudini, nei costumi, nei gusti, nella filosofia, ma in tutto il mondo troverete questo fatto universale :“Io sono”. Mosè parlò di Dio come  “Io sono colui che è, abito in tutti gli esseri, sono la pura consapevolezza”.

L’antica scienza dello yoga è diretta al principio:”Voi siete”. Lo yoga è per l’anima universale. Lo Yoga dice al viaggiatore  individuale: Questa vita è un’occasione, un’occasione d’oro per adempiere allo scopo; trascendere la vita terrestre per raggiungere lo stato di pienezza, di pace perfetta. La porta dello yoga è  il mezzo dell’individuo per raggiungere la coscienza universale, un viaggio dal finito  verso l’infinito. La vera essenza dello yoga è il cammino dell’individuo verso Dio, dal finito all’Infinito.

Ogni nazione ha la sua identità individuale, i suoi costumi differenti. Lo Yoga ha origini in India ma non  appartiene  all’India . E’ la scienza dell’evoluzione umana. Voi siete spirito, parte dello Spirito  di Dio. Siete figli di Dio. Un raggio di luce della Luce. Dovete ristabilire il contatto con la fonte universale del vostro essere. I vari riti religiosi costituiscono l’aspetto formale. Il cuore di ogni religione è ricollegare l’individuo a Dio. Il ritualismo è soltanto un aspetto esteriore. (Swami Chidananda) Continua…

lunedì 27 gennaio 2014

Il corpo fisico


L’aspetto fisico è relativo rispetto a quello spirituale ma dobbiamo abitare in questo corpo. Se il corpo è in buone condizioni, ovviamente, avremo risultati migliori. La salute del corpo è alla base di  qualunque raggiungimento spirituale. L’aspetto fisico nello yoga è importante ma, comunque, secondario rispetto a quello spirituale.

Quando morirete cosa vi porterete dietro? Qualcuno è permanente?  Nessuno è permanente. Come fate allora a dire che il mondo è vostro! Quando una persona va in pellegrinaggio si deve fermare e, per riposare, prende una stanza in una pensione.  Ma  deve continuare il suo cammino: quella sosta è soltanto temporanea. Così è per noi. Veniamo e ce ne andiamo, come durante  un pellegrinaggio. Il nostro è un viaggio temporaneo sul pianeta terra. Veniamo senza nulla e ce ne andiamo senza nulla, soli. Chi viene con noi?

Possiamo dire che il corpo è nostro? Che controllo avete sul vostro corpo? Quando sarà ora dovrete lasciarlo. Tutti i rapporti sono impermanenti, temporanei. Siamo venuti da un'altra dimensione e improvvisamente possiamo tornarci. Possiamo conoscerla? Non è necessario sapere. Riflettiamo: In quella dimensione non avevate un corpo fisico, che è alla base della personalità in  questa  esistenza umana. Come fate a dire che una cosa vi appartiene? Il vostro rapporto con le cose e gli esseri umani  passa  attraverso il corpo. La verità è la sola condizione dell’uomo sulla terra.

Quando arriva il momento della morte dovrete lasciare il corpo e tornare in quella dimensione: Uno stato senza corpo, senza personalità, senza un nome, senza sesso, senza peso, forma, senza età, senza dati anagrafici. Oltre questo tempo umano grossolano, tornerete nell’altra dimensione. Vi appartiene questa brutta vita o quella lunga esistenza?Attenzione: Quell’ essere senza corpo, senza personalità e identità, che ritorna ad essere come era prima, non è presente ora nel vostro corpo? Non siete  quell’ essere anche ora? Soltanto con un corpo e con un naso in più?

Il centro della consapevolezza non appartiene al corpo. Voi siete un centro di pura consapevolezza, oltre i limiti del tempo e dello spazio. E’ un  fattore universale presente nell’essere. Non importa in quale religione siete stato formato, a quale razza apparteniate, troverete in tutti gli esseri umani questa consapevolezza:”Io sono”. (Swami Chidananda) Continua…

Swami Chidananda








Ho incontrato Swami Chidananda ad Assisi nel lontano 1994. Era uno dei relatori di un convegno su yoga e spiritualità. Ho avuto  la fortuna di ascoltare le sue conferenze e di intervistarlo. Era una persona dolcissima, mite, umile, di grande saggezza. Swami Chidananda era nato il  24 settembre 1916 a Mangalore e lasciò il suo corpo il 28 agosto del  2008, a 92 anni. Era discepolo di Swami Shivananda, che  nel  1936  fondò la Divine Life Society di Rishikesh. Dopo la morte del  suo maestro, nel 1963, swami Chidananda  divenne responsabile dell’ashram. 


Sono tornata a Rishikesh nel 2000 con l’intenzione di rivedere swami Chidananda, che tanto mi aveva colpito; ma in quel periodo lo swami era in giro per il mondo  per tenere, come sempre, conferenze su yoga e  spiritualità.

Nell’ ashram di Rishikesh conobbi uno swami americano, swami Bodhichitananda,  era stato a Los Angeles come  discepolo  di Yogananda, ma poi aveva lasciato la Self Realization Fellowship  per seguire swami Chidananda e si era trasferito in India.  Nella sua stanza, sul suo  altare personale, c’erano le foto di Yogananda e del Karmapa, che  avevo  appena incontrato a Dharamsala. Un monaco della SRF, ora discepolo di Chidananda, che amava anche il Karmapa!  E prima di partire mi regalò due foto: quella del Buddha e di Krishna.

Il mio soggiorno a Rishikesh si prolungò  per un problema di salute. (ne parlo a marzo del 2010).  Durante quella settimana di sosta obbligata per farmi coraggio mi ripetevo: non posso farmi condizionare dal corpo. E oltre al  libro di Swami Shivananda,“Il potere del pensiero “, mi  tornavano alla memoria le parole di Yogananda: La paura della malattia accelera la malattia. La mente deve dominare il corpo. E   forte era il ricordo dello sguardo imperturbabile del Karmapa. Talmente  interiorizzato  da rimanere serenamente distaccato e sorridente per tutto ciò che gli accadeva attorno. Un essere  luminoso.

Vorrei condividere gli appunti presi durante le conferenze di Swami Chidananda ad Assisi.  Ritengo le sue parole preziose  per chi è sul sentiero spirituale. Continua…

mercoledì 17 marzo 2010

La Divine Life Society

La Divine Life Society

Nel 2000 visitai l’ ashram della Divine Life Society, fondato da swami Shivananda a Rishikesh. Nel 1963, dopo la morte di Shivananda, la responsabilità della società passò a Swami Chidananda, considerato dagli adepti un buddha vivente. Quando arrivai a Rishikesh lo swami non c’era, come sempre era in giro per il mondo per predicare la chiave della felicità, con il suo stile semplice ed umile. Lo incontrai anni dopo in Italia e mi colpì per la pace e la serenità che emanava. Swami Chidananda lasciò il suo corpo (mahasamadi) il 28 agosto 2008.


Quella settimana di soggiorno nell’ashram di Rishikesh fu un’esperienza indimenticabile, che mi segnò profondamente. Ero piena di paura, sofferente, ammalata, chiusa in una ruvida stanza senza confort, in pieno monsone. Una bronchite con febbre alta e una labirintite mi impedirono di proseguire il viaggio. Anche il più piccolo movimento mi provocava un effetto vertigine: pareti e soffitto giravano vorticosamente impedendomi di alzarmi. Ero appena arrivata, ero chiusa nella stanza, quando cominciai a sentirmi male; soltanto la sera riuscii a strisciare sul letto e ad aprire la porta alla signora americana, che da anni viveva nell’ashram, nella stanza accanto. Lei organizzò la mia sopravvivenza e fui salva. Un giovane indiano mi portava due volte al giorno il cibo dalla mensa con dei contenitori di acciaio e mi riforniva di acqua minerale e di medicine omeopatiche.


Nella stanza, molto spartana, dove vivevo non c’era un bagno. Un gabinetto, con lavandino e water, era nel corridoio. Pochissime camere, riservate ai residenti, avevano la fortuna di un gabinetto interno. Qualche volta nel corridoio era possibile incontrare delle scimmie che rovistavano nelle pattumiere. Entravano dal terrazzo, quando qualcuno lasciava inavvertitamente la porta aperta. Soltanto alla fine del soggiorno riuscii a salire sul terrazzo al tramonto. Uno spettacolo bellissimo: migliaia di lucciole adornavano i rami degli alberi, erano come tanti alberi di Natale, pieni di luci intermittenti. Eppure eravamo sulle sponde del Gange, ai piedi dell’Himalaya.


Infine, debolissima e ancora febbricitante, mi rimisi in piedi per proseguire il viaggio. Prima di partire e raggiungere Delhi con un taxi, dove avrei preso l’aereo che mi riportava in Italia, andai a fare una breve passeggiata sul ponte che unisce le due rive del Gange. La labirintite non era ancora del tutto risolta e sotto i miei piedi il ponte oscillava paurosamente .


Avevo vissuto per giorni con un senso di solitudine, precarietà e morte. Tornai cambiata, come ogni volta che viaggio in India. Quando entrai nel mio appartamento mi sembrò diverso, estraneo, pieno di cose superflue, inutili. Impiegai parecchio tempo prima di superare l’angoscia che mi procurava il rumore della pioggia. Per una settimana avevo vissuto con il rumore violento e insistente del monsone che batteva giorno e notte sui vetri spogli della mia cameretta, che aveva il cemento come pavimento. Un materasso di crine copriva la brandina , un piccolo tavolo e una sedia completavano l’arredamento. Semplici disagi che ci riportano alla vera essenza della vita. In realtà, si può fare a meno di tutto. Si può vivere di privazioni e stenti e si può essere sereni. Il lusso, le comodità in cui viviamo non ci rendono felici.


La potenza del pensiero

aiuta il destino.

L’uomo semina un pensiero

E raccoglie un’azione;

semina un’azione

e raccoglie un’abitudine;

semina un’abitudine

e raccoglie un carattere;

semina un carattere

e raccoglie un destino.

L’uomo costruisce il suo avvenire

con il proprio pensare e agire.

Egli può cambiarlo

perchè ne è il vero padrone.


Swami Shivananda