giovedì 10 dicembre 2015

Quattro vie spirituali

Matthew Fox  nel suo libro "In principio era la gioia"  indica quattro percorsi, attraverso i quali si può recuperare la vera tradizione spirituale, più vicina a Gesù, e cita Gandhi che  parlava di un "cristianesimo senza Cristo".

Queste le quattro vie, sommariamente sintetizzate.


La via negativa (diventare amici dell’ oscurità) afferma che “ non c’è salvezza dal dolore, ma vi è salvezza per mezzo del dolore”; la vita  è solo mortificazione e sacrificio. 
Nella via positiva (diventare amici del creato)  diventiamo cittadini del cosmo, fiduciosi, con “una relazione sacra  con le stelle e gli atomi.” Dio è luce, accoglienza, generosità. E’ la fiducia  a fugare la paura, è la tradizione del Cristo cosmico. Per San Paolo – ricorda Fox- non è possibile essere cristiani senza essere mistici e San Tommaso parlava di Dio come di un artista,  il cui capolavoro è l’universo.

 E c’è anche una terza via: la via creativa (diventare amici della creatività), che prevede meditazione e silenzio. Lasciar andare non solo le parole ma soprattutto le immagini, come nelle pratiche della meditazione orientale. Dove non c’è la via positiva non c’è  creatività. “La creatività è energia cosmica, anzi è il cosmo che dà origine a se stesso”.
 Una società secolarizzata, priva di una visione spirituale, non può produrre arte ma solo intrattenimento. Dobbiamo passare dal cosmo alla cosmogenesi, dice Fox. Una sana teologia è un antitodo indispensabile alla paura della morte, della vita, della sofferenza, del piacere, della colpa, in pratica alla paura della nostra creatività. Noi che siamo fatti a immagine del creatore,  condividiamo lo stesso essere del Creatore.
  
Dio si è fatto uomo perché l’uomo potesse diventare Dio (Ireneo). L’umanità e la divinità sono unite nell’uomo nuovo. E dopo aver percorso i tre sentieri spirituali si arriva alla quarta via, l’ultima, la via trasformativa (diventare amici della Nuova Creazione). “In ogni situazione la nostra creatività deve essere al servizio della compassione “.  Un concetto alla base del Buddhismo.


Una mente aperta, illuminata, che si batte contro la violenza e le catastrofi create dalla civiltà, che auspica l’impegno civile dell’uomo. Il teologo americano fu  accusato di essere vicino alla teologia della liberazione, condannata poi da Giovanni Paolo II. Per Mattew Fox i profeti di oggi sono Gandhi, Doroty Day, Martin Luther King, persone che hanno combattuto e sono morte per cambiare la società. Non si può essere passivi di fronte ai mali del mondo, alla povertà, alle malattie, alle violenze, alle guerre, ai cambiamenti climatici che  possono causare  catastrofi, tali  da modificare la vita sul nostro pianeta.

 Anche Papa Francesco, da quando è stato eletto, predica la povertà della Chiesa, mentre  cerca di riformare la curia con il suoi privilegi. Ha scritto una importante enciclica sull’ambiente,”Laudato si’”, sulla cura della casa comune”, “la terra è ferita, serve una conversione ecologica”.  Ha utilizzato parole semplici per dire no alla guerra e alle armi.  Viene da una terra di martiri, (ricordiamo l’uccisione di monsignor Romero da parte degli squadroni della morte mentre era sull’altare). Ha un grande carisma.  E’ stato definito profeta.

Papa Bergoglio, come vedrebbe oggi le idee progressiste di Matthew Fox?  Il Papa ha indetto  il giubileo della misericordia perché Dio è misericordioso e gli uomini devono praticare la compassione. Si può essere misericordiosi con chi ha espresso parole diverse  dalla tradizione, come quelle pronunciate e scritte da Matthew Fox? Dentro il Vaticano  Papa Francesco è veramente libero? Quanto è condizionato dai cardinali che lo circondano? Fare pulizia è il compito di questo papa, ma mettere sotto accusa due giornalisti italiani, Nuzzi e Fittipaldi, che hanno svelato  le ruberie e gli sprechi in Vaticano, scrivendo due libri, è segno di giustizia o di mancanza di misericordia?

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