lunedì 9 agosto 2010

L'inferno sulla terra

Il vero inferno e il purgatorio, per noi poveri mortali, sono su questa terra; la vita di tutti i giorni, con le sue sofferenze quotidiane, grandi o piccole, è la nostra penitenza. Possiamo pensare a qualcosa di più infernale delle stragi nel Ruanda o della pulizia etnica in Bosnia? Cosa c’è di più mostruoso dello sterminio di sei milioni di ebrei in nome di una presunta superiorità ariana? Ci può essere qualcosa di più atroce delle camere a gas di Hitler? O qualcosa di più diabolico dell’11 settembre? Il nostro inferno e il nostro purgatorio sono qui; nell’aldilà- se c’è qualcosa - non può essere che il Paradiso - inteso come luogo di pace e armonia - oppure c’è soltanto l’ oblio, il sonno eterno.



Come si possono, quindi, giustificare razionalmente le atrocità commesse dagli uomini in molteplici periodi della storia? Come si può accettare la sofferenza? Ci sono persone che nascono ricche ed altre povere; alcune nascono malate, altre sane. Si dice: Il bene ha in sé il male e il male ha in sé il bene. Portiamo dentro di noi il seme della malvagità. L’esperienza della sofferenza può portare al suicidio, all’omicidio, al massacro. A volte l’ esperienza del dolore avvicina l’uomo alla spiritualità. Se non si crede nel karma, come si può giustificare tutto questo? La Isha Upanishad, una delle più antiche e venerate scritture indù, ha come idea centrale proprio la riconciliazione delle coppie fondamentali di opposti.

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