Nella Baghavad Gita è racchiusa tutta la conoscenza
dell’Universo. La Baghavad Gita rappresenta il dialogo tra Anima e
Spirito. La storica battaglia di Kurukshetra tra i Kaurava e i Pandava-
sottolinea Paramahansa Yogananda - ha lo scopo di illustrare la battaglia
psicologica e spirituale che si combatte dentro di noi tra le caratteristiche
del puro intelletto discriminante,
in sintonia con l’anima, e la mente cieca dominata dai sensi sotto l’infuenza
ingannevole dell’Ego.
venerdì 21 dicembre 2012
domenica 2 dicembre 2012
Perseveranza
Non è necessario annegare nel
fiume della vita quando incontri le forti tempeste delle prove. Impara ad
essere un esperto navigatore per
essere capace di aggirare questo fiume tumultuoso e raggiungere le spiagge sicure di Dio. “ Colui che resiste alla fine sarà salvato” (
Matteo 10:22).
Quando lavori e pianifichi,
ricordati che è Dio che sta lavorando attraverso di te. La tua mente
dovrebbe essere satura di gioia e distaccata da tutte
le esperienze spiacevoli, Sii attivo,
ma non costantemente attivo; rilassati completamente quando non sei attivo.
Rafforza il potere della tua
volontà così che non potrai essere
controllato dalle circostanze, ma sarà la tua volontà a controllarle. Sviluppa
il potere della tua volontà sforzandoti di fare cose che pensavi di non essere
in grado di fare. Lavora per gli
altri. Così svilupperai la perseveranza e la forza.
Paramahansa Yogananda
Volontà
Qualunque sia oggi
la tua posizione nella vita, sei
stato tu stesso a determinarla. La volontà umana, quando è guidata
dall’ignoranza, causa soltanto confusione e sofferenza; ma quando è in sintonia
con la saggezza, è guidata dalla Volontà Divina.
Alimentare costantemente un pensiero con la volontà
dinamica lo rafforzerà fino a tramutarlo in realtà.
Quando la tua forza di volontà sarà sviluppata fino a quel punto, allora potrai dominare il tuo destino.
Assicurati che sia giusto ottenere ciò che vuoi, quindi
utilizza tutta la forza della tua volontà per raggiungere il tuo obiettivo,
mantenendo la tua mente sempre
rivolta a Dio. Allora i tuoi sforzi saranno coronati dal successo
Il ruolo che ti è stato assegnato, per piccolo che sia,
ha lo stesso valore del ruolo più importante, poiché contribuisce al successo
dell’intero spettacolo dell’anima sul palcoscenico del creato.
Paramahansa
Yogananda
mercoledì 24 ottobre 2012
Detroit
Negli
anni cinquanta molti italiani emigrarono negli Stati Uniti per tentare la
fortuna. Oggi vive in America una
seconda e una terza generazione di origine italiana. I più anziani parlano il
dialetto del paese che lasciarono da bambini, i figli e i nipoti parlano
soltanto la lingua inglese. Rivedere persone e parenti, con i quali si sono persi
i contatti da tantissimi anni, è
sempre un tuffo nel passato. Le
stesse radici, eppure ci si
ritrova così diversi, trasformati dalla vita, dalle esperienza, dall’ambiente.
Città
piccole, pulite, colorate, sono sorte intorno a Detroit. La parte vecchia è
decadente e il sindaco sta demolendo le case fatiscenti per tentare la rinascita
della città. Dai 3 milioni di abitanti dell’età d’oro dell’auto ora si contano
soltanto 800 mila abitanti. La
parte vecchia è quella considerata pericolosa. Si può essere uccisi per
un furto banale. Succede anche in Italia.
Nelle piccole cittadine, Novi, Southfield, Northville, Royal Oak e tante altre nate attorno alla città dell’auto, tutto è pulito, lindo. Ognuno ha la sua casa con i fiori più belli. I giardinieri del comune ogni lunedì mattina tagliano l’erba nei giardini pubblici. Le strade diritte e larghe sono circondate da prato all’ inglese.
Il Michigan è lo stato dei laghi. Ce ne sono anche piccoli, ognuno con il suo gruppo di animali e uccelli abituali: oche canadesi, papere, scoiattoli, procioni. Ho osservato spesso un uccello tutto bianco, dal collo lungo e sottile, come il becco. Si fermava sempre al limite del lago, immobile, quasi a confondersi con la vegetazione, ma appena avvistava la preda, tuffava il becco nell’acqua, poi riprendeva la sua posizione mimetica. Al tramonto le oche canadesi si radunano emettendo un richiamo, poi si alzano in volo e vanno a dormire altrove. Di giorno tornano le papare che arrivano planando sull’acqua.
Si può incontrare anche un
cerbiatto che mangia le foglie di
un cespuglio, lungo una strada di scorrimento. Sembra un
paesaggio da fiaba. Le case non hanno le porte blindate o le sbarre alle
finestre. Non esistono antifurti.
Queste città, sorte attorno a Detroit, sembrano un’oasi di pace e tranquillità. E a pochi minuti di distanza i grandi supermercati offrono
tutto quello di cui uno ha bisogno,
con sconti speciali per catturare i clienti.

Accanto alle grandi metropoli, dalla vita convulsa, è possibile trovare negli Stati Uniti spazi immensi, deserti, campagne e piccole città, dove il tempo sembra si sia fermato. Ed è il fascino di questo grande paese.
sabato 6 ottobre 2012
Il silenzio
Il
frastuono della vita nelle grandi città, gli impegni, il lavoro, le
responsabilità familiari, ostacolano il sincero ricercatore spirituale nella
sua pratica meditativa. A volte si ha la sensazione di vivere come un animale
in gabbia. Per questo ogni tanto
si sente il bisogno di
fuggire e isolarsi in un centro yoga o in un monastero. La
solitudine favorisce una maggiore
presa di coscienza. Un distacco netto per meglio guardarsi dentro.
La bellezza della natura, il silenzio
interrotto solo dal cinguettio degli uccelli e dal fruscio delle foglie degli
alberi, il lago immobile solcato da cigni bianchi: Questo è Song of Morning.
Una tappa che rigenera: troppo breve un weekend. Poi si ritorna alla vita di tutti i giorni e ci si
trova ad affrontare i problemi che credevamo di aver dimenticato.
J.Oliver Black
Song of Morning fu fondata da Yogacharya
J. Oliver Black discepolo diretto di Paramahansa Yogananda, nel 1970. Il suo
sogno era di creare un ashram, lontano dalle grandi città,
dove si potesse trovare quella serenità necessaria per poter meditare più
intensamente. Un ritiro yoga,
immerso nella natura, dove vivere con semplicità, dove sinceri ricercatori
potessero crescere insieme e realizzare una vera comunità spirituale.
Yogacharya Oliver è morto nel 1989
all’età di 96 anni. Nelle sue ultime volontà espresse il profondo desiderio che il Centro rimanesse
legato alla Self Realization Felloship, fondata da Yogananda a Los Angeles. In
seguito è stata fondata la World Brotherhood Colony, ora conosciuta come la
Clear Light Community. Ogni tanto i monaci della SRF visitano il ranch per l’iniziazione al Krya
Yoga. In questa occasione molti
sono i devoti che arrivano
dal nord del Michigan per la
cerimonia.
L’attività del centro nei mesi estivi è molto
intensa. Ogni weekend è programmato un incontro specifico, dall’ hatha yoga al Thai, dai massaggi
al Reiki e a metà agosto c’è lo Yoga Festival: tre giorni di musica, meditazione, yoga, cibo
vegetariano. Quest’anno sono arrivate circa trecento persone. Nel ranch ci sono
vaste piazzole dove sistemare camper o tende.
In questi ultimi decenni Song of Morning
è diventato un punto di riferimento per chi vive nel Michigan ed è interessato allo yoga ,alla
ricerca spirituale. Vicino a Detroit, a Southfield, esiste invece il centro
ufficiale dellaSelf Reallization Fellowship. Ambiente confortevole, persone
deliziose. Al termine del servizio della domenica viene offerto il succo di mele della zona(settembre è il
mese delle mele nel Michigan) e un dolce fatto in casa a base di mele.
venerdì 5 ottobre 2012
Song of Morning
Le
autostrade tagliano in due la foresta. Larghe e diritte. Così, per centinaia di chilometri
.Il paesaggio è sempre uguale, a
volte monotono. Tre ore e mezzo di macchina da Detroit per arrivare a Gaylord,
nel nord del Michigan. Nella città di Vanderbilt, una strada sterrata porta al
ranch, altri chilometri in mezzo alla foresta. Un viaggio che sembra non finire
mai. Alberi, alberi, alberi. Poi, alla fine, il paesaggio si apre: un lago con cigni bianchi, un office e alcune abitazioni
immerse nel verde.
E’ sabato sera, in tempo per la
meditazione delle 20. C’è un
silenzio totale. La cappella dedicata a Yogananda è semplice e ospitale. Si
sale su una piccola altura attraversando un sentiero buio. Kumar, uno degli
ospiti fissi, si presta a farmi da guida.
La
mattina seguente, dopo la colazione, faccio una breve passeggiata all’inizio della foresta. Il tempo è
nuvoloso, ventilato. C’è acqua ovunque, e tanto verde. Il respiro della natura rigenera mentalmente e
fisicamente. Il lago si trasforma
in una cascata, poi in infiniti ruscelli nascosti nel verde. Un ambiente che
concilia la pace interiore. Un’immensa foresta, 800 acres (oltre trecento
ettari) è di proprietà del ranch; si può percorrere a piedi ed ogni sentiero ha
il nome di un maestro della SRF. Venti lotti sono abitati da coloro che hanno
deciso di condividere questo nuovo stile di vita.
E’
domenica. La lettura della cerimonia
riguarda come superare l’egoismo. Tema più che mai attuale . Aiutare gli
altri per essere aiutati. Poveri, malati, carcerati, affamati, assetati,
infreddoliti. Viene letto un passo del vangelo: “ Sono venuto affamato e non mi
avete dato cibo…..” “Meditate, dice colui che conduce il servizio domenicale.
Non dite alla sera: Sono troppo stanco per meditare. Alla fine della vostra
vita vi ritroverete senza aver fatto un passo avanti.” Al termine della
cerimonia mi presentano alcune
delle 13 persone che vivono nel
ranch. C’è anche una giovane signora di origine italiana con un bambina di 3
anni. L’ha chiamata Giacomina, come la nonna materna. Ci sono una trentina di ospiti che vengono da Vanderbilt e da altre città vicine.
Dopo il pranzo vegetariano gli
altri se ne vanno, tornano nelle loro case. Rimango sola a meditare sulla mia
vita e le mie scelte.
Nel
pomeriggio il cielo diventa nuvoloso e comincia una pioggerella fitta.
Compaiono all’improvviso tantissimi uccelli con il petto arancione, mai visti.
Volano per terra in cerca di cibo. Il lago, dopo la pioggia, ha un aspetto
luminescente. Alle 18,30 è prevista la cena con Kumar, che si esibisce come
cuoco in mio onore, ed un altro signore, alto, magro, atletico, dalla risata
ridondante. Un’ ottima cena indiana. Prima di ritirarmi nel mini appartamento che mi è stato
riservato, in una casa isolata,
scambio le mie impressioni con
Kumar. A novembre torna in
India, da anni vive sei mesi nel ranch e sei mesi nella sua casa indiana.Una
scelta invidiabile. D’inverno la neve e il gelo rendono il ranch inospitale.
Lunedì mattina, dopo la colazione, torno
a Detroit.
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