lunedì 23 marzo 2015

Il libro tibetano dei morti


Un uomo che possiede il senso dell’ umorismo non può che essere compassionevole nel profondo del suo cuore. (Buddha).

Il Bardo Thodol ( Il libro tibetano dei morti) ci dice che tutte le divinità e i demoni, le forze della luce e delle tenebre, sono dentro di noi, e che coloro  che vogliono vincere il Signore della Morte dovranno incontrarlo e riconoscerlo in vita. 

Il sacrificio del proprio Ego, è il solo sacrificio accettabile dal Buddha. Il signore della Morte non è  altri che  il grande Compassionevole, Avalokitesvara. I sacrifici cruenti del passato sono stati sostituiti con quello del nostro piccolo sé, che ci ha tenuto in schiavitù per cicli cosmici e ci tratterrà nel ciclo di nascita e morte finchè non lo  supereremo.

L’origine della religione non fu la paura della morte, ma il riconoscimento della morte come la grande  trasformatrice e l’iniziatrice nella vera natura del più profondo essere dell’uomo.  Il pendolo oscilla dalla nascita alla morte e quindi indietro dalla morte alla nascita.

I problemi non possono essere risolti disapprovandoli, ma soltanto affrontandoli. 

Un mago non è  particolarmente un essere religioso, ma piuttosto qualcuno che sa come usare le leggi che governano il parallelismo di forze psichiche e cosmiche.  Se è un uomo religioso adopererà la sua conoscenza per il bene di tutti gli  esseri; se non lo è, le adopererà soltanto a suo vantaggio o di chi gli è utile. E’ questo che distingue la magia “bianca” da quella “nera”, sebbene entrambe siano basate sugli stessi principi. 

( Dal libro "La via delle nuvole bianche " di Lama Anagarika Govinda edito da Ubaldini)

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