giovedì 3 ottobre 2013

YSS



Mentre risalgo la scalinata del Ghat, dopo la gita in barca sul Gange, un giovane, che invece scende verso il fiume, mi rivolge la parola e mi dice qualcosa che non capisco. Forse Yss (Yogoda Satsanga Society). Poi aggiunge SRF ( Self Realization Fellowship). Al mio assenso dice: “ Jai Guru”. Ed io rispondo: “Jai Guru”. Forse ha capito che sono una discepola di Yogananda dal mio braccialetto ( oro, argento e rame intrecciati) che hanno quasi tutti i  discepoli della Self Realization Felloship, fondata da Yogananda a Los Angeles negli anni trenta. La YSS è la società gemella indiana. Mi dice che è stato il giorno prima al campo della YSS al Kumbh Mela e io rispondo: “Anch’io l’ho visitato proprio ieri”. Ci salutiamo brevemente con Jai Guru e il giovane indiano scompare tra la folla. Penso rincuorata: questo è il benvenuto o meglio  il saluto del Maestro  (la sera stessa  sarebbe  iniziato il viaggio di ritorno a casa).

Mio nipote, che stava sul Ghat qualche gradino  più in alto,  dice che mi ha visto parlare con un giovane occidentale. Io so che era un giovane indiano sui trent’anni. Episodio curioso di difficile interpretazione.
  

Due giorni  dopo il  mio arrivo in Italia  mi fratturo entrambi i polsi e il naso. Seguiranno mesi di sofferenza e di domande senza risposta sul karma.




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