mercoledì 27 maggio 2015
Brother Sattvananda (Satsanga)
martedì 21 aprile 2015
ROMA 2015 :Tour monaci SRF
domenica 28 settembre 2014
Mother Center
Lake Shrine
domenica 20 luglio 2014
Paramahansa Yogananda
martedì 15 ottobre 2013
I giardini della Meditazione (Encinitas 2013)
Passeggiare nell’ashram della Self Realization Fellowship a Encinitas, in California, è come vivere in un luogo incantato dove si respira una pace intensa. Il giardino è curato nei minimi particolari. Molti alberi sono stati piantati dallo stesso ParamahansaYogananda, come un antico“Ming Tree”, un particolare tipo di pino, coltivato come un bonsai. Da anni si lavora per contenere il terreno, a strapiombo sull’oceano. L’erosione del tempo, la salsedine, intaccano le rocce.
Dopo la Convocation, è consuetudine per la SRF organizzare, per chi lo desidera, un pellegrinaggio a Encinitas. Per l’occasione, sono arrivati da Los Angeles centinaia di devoti. Sono stati allestiti nell’area che, nel tempo, è diventata sempre più grande, spazi coperti da tende, dove poter meditare davanti all’oceano, al riparo dal sole cocente. Ed è stato preparato per tutti anche un frugale pasto vegetariano.
giovedì 3 ottobre 2013
Canto del Guru
YSS
sabato 2 febbraio 2013
Jivatman
lunedì 24 dicembre 2012
Christmas
Christ is born in the cradle of tenderness. Love is a greater power than hate. Whatever you say, say with love. Harm no one.Judge not others. Hate none, love all, behold Christ in all. Think of everything in terms of universality. Paramahansa YoganandaCristo è nato nella culla della tenerezza. L'amore è un potere più grande dell'odio. Qualunque cosa tu dica, dilla con amore. Non ferire nessuno. Non giudicare gli altri. Non odiare nessuno, ama tutti;vedi Cristo in tutti. Pensa di ogni cosa in termini di universalità.
sabato 22 dicembre 2012
Il potere del pensiero
domenica 2 dicembre 2012
Volontà
venerdì 5 ottobre 2012
Song of Morning
giovedì 1 dicembre 2011
31 gennaio 1987
Dovevamo approfondire il tema delle favole. Ed era un argomento che a me piaceva molto. Hélèn poi era una vera esperta in materia. Per molti anni aveva insegnato ai giovani analisti come interpretare miti e simboli delle favole, ma non conservava le copie delle sue conferenze. Era una persona umile e distaccata. Non pensava a un possibile libro futuro. Cercando nella sua libreria trovammo le prime edizioni del magazine della Self Realization Fellowship di Yogananda e la prima versione dell’ “Autobiografia di uno Yogi”. Trovammo solo due copie di due suoi interventi.
La malattia, intanto, era progredita, gli spazi di lucidità erano sempre più rari e imprevedibili. Quel giorno il mio taccuino rimase in bianco……..
domenica 27 novembre 2011
La scelta di Hèlén
Hèlén era destinata a fare l’avvocatessa, ma non era quello che voleva fare. Desiderava aiutare gli altri. Ma come? Era spinta da questa decisione di aiutare il prossimo senza sapere bene come. Hélène e l’avvocatessa, erano all’epoca due persone molto diverse.
“Mi sono sentita persa,-mi dice- fare l’avvocato era l’ultima cosa che volevo fare. Ne parlai con Bernhard e lui mi chiese: Che cosa ha deciso? Bernhard mi ha salvata. Mi sono detta: Che cosa vado a fare in un lavoro- galera? Poi lui è venuto in Italia e io l’ho seguito. Lui mi ha salvata. Lui mi disse: Che cosa c’entrate voi con il diritto? Risposi: Ho fatto una buona laurea, mi sembrava giusto continuare. Lui non replicò.”
“Ho conosciuto Yogananda e il mio cambiamento si è realizzato. Ho fatto ciò che dovevo fare. Il mio ‘senso di orientamento’ è comico, fare l’opposto per capire che avevo sbagliato. Con i pazienti è andato tutto facilmente. Un contatto che mi aspettava. Non mi sono mai sentita fuori luogo. Era tutto liscio. Il contatto umano era facile. Scegliendo la cosa più sbagliata, alla fine, mi è andato tutto bene.’Deo concedente’.”
domenica 24 luglio 2011
Dall’analisi a Yogananda.
"Sono andata in America il 4 marzo del 1952, tre giorni prima della morte di Yogananda. E’ stata per me una data importante. Ho conosciuto Yogananda pochi giorni prima della sua morte. “Vai a trovarlo”, mi aveva detto Bernhard."
"La cosa che più mi ha colpito è stata la semplicità con cui mi ha ricevuto. Quando l’ho visto per la prima volta era circondato da una grande luce, ero molto emozionata, avevo la sensazione di vedere una persona già vista. Aveva detto ai suoi discepoli che aspettava 3 persone dall’Europa , ma nessuno sapeva del mio arrivo. Davanti alla sua tomba ho visto come una luce, poi la stella a cinque punte, l’apertura del terzo occhio. Col tempo il terzo occhio si è richiuso, ma adesso so che c’è, che esiste realmente e non soltanto nei libri di yoga."
giovedì 30 giugno 2011
Casi di guarigione
Ho avuto due, tre esperienze di guarigione, mi racconta Hélèn.
“Era una donna molto depressa, giovane, lavorava, colta, raffinata. Lottava molto. Tormentata. Quando le prendo la mano, durante una seduta, sento che lei si calma e grida: ”Mi sento guarita” . Cercava il Sé e l’ha trovato dopo due anni di analisi (soffriva enormemente). Adesso dopo 3 anni sta benissimo. “
“Ero con lei, camminavamo per strada. Lei era un po’ avanti a me. Si gira e grida:” Sono guarita”. Io ho risposto:” Io non guarisco nessuno. Io non ho fatto nulla”. Esempio eclatante. Generalmente si guarisce e poi si ripiomba nella sofferenza. La mia prima reazione è stata di paura. Anche Bernhard ha avuto casi di guarigione. Non deve esserci l’Ego. Un evento miracoloso è una grazia inaspettata. Improvvisamente è stata liberata dal peso. “
La storia di M. A. Soffriva molto. La figlia mi ha chiesto di occuparmi di lei. L’ho accompagnata al suo ritiro. Abbiamo meditato, poi l’ho lasciata andare, l’ho sentita gridare:” Hélèn, Hélèn, sono guarita”. Tutti gli anni, nella ricorrenza di questo evento, mi invia delle orchidee meravigliose. Ricordo la luce e il grido di liberazione di M. Inaspettato e tanto emozionante. Yogananda ha fatto il “miracolo”. Un’altra paziente mi ha detto:”Il Guru mi ha guarita”. Yogananda mi ha aiutato moltissimo.”
giovedì 16 giugno 2011
Cercare con gioia

Ognuno si avvicina al Sé secondo le proprie possibilità. Siamo sulla strada. Importante è avvicinarsi alla strada giusta. (in modo intuitivo o no). L’educazione, anche nei selvaggi, tende ad avvicinarsi al giusto. Lunga preparazione alla ricerca del Sé. Tutta la nostra vita è una ricerca. Una ricerca che è eterna. Riti tribali, ricerca per avvicinarsi a Dio. Modi diversi di esprimerla nei millenni. Il maestro, la scuola, il guru sono strumenti di aiuto per avvicinarsi alla meta: La ricerca del Sé.
Ernst Bernard diceva:’ più semplice meglio è.’ La fisica moderna si avvicina con la ricerca alla Verità Ultima. L’essere umano attraversa delle complicazioni infinite per trovare che è semplice: è dentro di noi.
Yogananda diceva sorridendo: “Vieni, gioca con me”. Dio ama giocare con noi, i suoi bambini. “Come, play with me”. Quando siamo stanchi, quando le cose non riescono…. In quei tre giorni che sono stata a Los Angeles, Yogananda mi ha rivelato un modo di vedere le cose. “Prendi la vita con gioia!!” I bambini si divertono. Non dicono : “No, allora giochiamo domani.”
La fatica della ricerca (il bambino ne fa abbastanza). La ricerca del Sé può essere fatta in modo diverso. Yogananda scherzava con i suoi discepoli, amava scherzare, capiva che l’essere umano ha bisogno di distrazioni. E’ necessaria la giocosità nella ricerca. Yogananda non era mai noioso. Scherzava e sapeva essere serio. Diceva: “Un santo triste è un triste santo”
L’uomo moderno vive con intensità lo studio, ha necessità di concentrazione. Ciò che è importate per Yogananda è la gioia di vivere, la gioia di amare, la gioia di fare. Yogananda con il dottor Louis non sapevano come trovare i soldi per i discepoli. Non era facile, però non perdevano mai la gioiosità.
martedì 19 ottobre 2010
La Baghavad Gita
La Baghavad Gita è un libro simbolico. I nemici da distruggere sono dentro di noi. Un testo molto bello, completo che risponde a tutte le domande.Quando si è diventati introspettivi si è pronti a ricevere un guru. Non bisogna cercarlo. Dio manda il guru quando è il momento giusto. Non bisogna essere intellettuali, filosofi. Non è necessario leggere tanti libri. Per raggiungere la self realization è sufficiente seguire quello che dice Yogananda, con disciplina e onestà. (Swami Sharananda Giri)
domenica 19 settembre 2010
Swami Sharananda Giri: perle di saggezza

Il proselitismo
Durante uno dei nostri incontri Swami Sharananda Giri affrontò il tema del proselitismo.“Non bisogna fare proseliti.-disse- L’SRF non ha bisogno di propaganda. I devoti vengono da Dio e dal Guru. L’emozione e l’entusiasmo portano a fare proseliti. E’ sbagliato. Non imporre niente a nessuno, tanto meno una scelta spirituale. Vivere con discrezione la propria via. Non c’è bisogno di mettere altarini ovunque per attrarre l’attenzione. Non si possono obbligare parenti e amici a seguire la propria strada.”
E’ facile cambiare il proprio stile di vita amava ripetere Swami Sharananda Giri. ”Distogli la mente dal mondo e mettila in Dio. “ Pick up your mind from the world e put it in God”. E’ così semplice. “It is so simple”. Corretta azione e meditazione. Bastano queste due cose per realizzarsi.
La cultura
Ursula,una delle ospiti dell’ashram, chiese se c’era differenza tra il monaco rinunciante e la vita spirituale di un laico. Swamji rispose di no:”Dipende da quanto progredisci nella vita spirituale- spiegò- Yogananda era un rinunciante, ma Rajarsi Janakananda era uno che viveva nel mondo.”
E per semplificare meglio il concetto Swamij ci parlò di una donna con 13 figli, sempre attiva, sempre generosa e devota. Nonostante tutte le incombenze familiari, tutti i giorni faceva due chilometri a piedi per pregare il suo guru. Una grande anima, eppure non era una monaca, concluse.



