sabato 2 febbraio 2013
Cosa si deve fare
Ciò che non si deve fare
Le otto realizzazioni
giovedì 30 giugno 2011
Casi di guarigione
Ho avuto due, tre esperienze di guarigione, mi racconta Hélèn.
“Era una donna molto depressa, giovane, lavorava, colta, raffinata. Lottava molto. Tormentata. Quando le prendo la mano, durante una seduta, sento che lei si calma e grida: ”Mi sento guarita” . Cercava il Sé e l’ha trovato dopo due anni di analisi (soffriva enormemente). Adesso dopo 3 anni sta benissimo. “
“Ero con lei, camminavamo per strada. Lei era un po’ avanti a me. Si gira e grida:” Sono guarita”. Io ho risposto:” Io non guarisco nessuno. Io non ho fatto nulla”. Esempio eclatante. Generalmente si guarisce e poi si ripiomba nella sofferenza. La mia prima reazione è stata di paura. Anche Bernhard ha avuto casi di guarigione. Non deve esserci l’Ego. Un evento miracoloso è una grazia inaspettata. Improvvisamente è stata liberata dal peso. “
La storia di M. A. Soffriva molto. La figlia mi ha chiesto di occuparmi di lei. L’ho accompagnata al suo ritiro. Abbiamo meditato, poi l’ho lasciata andare, l’ho sentita gridare:” Hélèn, Hélèn, sono guarita”. Tutti gli anni, nella ricorrenza di questo evento, mi invia delle orchidee meravigliose. Ricordo la luce e il grido di liberazione di M. Inaspettato e tanto emozionante. Yogananda ha fatto il “miracolo”. Un’altra paziente mi ha detto:”Il Guru mi ha guarita”. Yogananda mi ha aiutato moltissimo.”
mercoledì 15 giugno 2011
Incontri con Hélèn
Che cosa cerca l’uomo moderno?
La sofferenza, il disagio nei confronti della realtà sono la molla della ricerca. Jung era cauto nel parlare del Sé. Il Sé è un centro che l’uomo sente dentro, che lo spinge alla ricerca. L’analisi aiuta poco a poco ad avvicinarsi a qualcosa di più intimo dell’essere umano. Stiamo parlando di una chiamata, che è presente anche nelle religioni. E’ la ricerca di qualcosa di essenziale. Una ricerca che ci spinge a uno sforzo più grande, più intenso per raggiungere la meta: il Sé.
Lo scopo della psicologica analitica è di avvicinare l’uomo al proprio Sé, di far prendere coscienza all’essere umano di questa “chiamata” e di prenderla sul serio. Esiste una molteplicità di simboli. Nei sogni il Sé è spesso simboleggiato con l’oro , con tutto ciò che è raro. Una cosa rara si trova soltanto dopo molta fatica, e la fatica fa parte della ricerca. La difficoltà della ricerca e, di conseguenza, la gioia di trovare. L’essere umano ha bisogno di questo. In noi c’è qualcosa che ci spinge a trovare ciò che è difficile trovare. Nel Vangelo la gioia della scoperta è sempre legata a una lunga ricerca. Non è un bene materiale che si cerca, eppure siamo spinti da una forza che non conosciamo ma che è dentro di noi. La gioia dell’essere umano quando trova la perla preziosa. Dio entra nella religiosità del paziente.
lunedì 9 agosto 2010
L'inferno sulla terra
Il vero inferno e il purgatorio, per noi poveri mortali, sono su questa terra; la vita di tutti i giorni, con le sue sofferenze quotidiane, grandi o piccole, è la nostra penitenza. Possiamo pensare a qualcosa di più infernale delle stragi nel Ruanda o della pulizia etnica in Bosnia? Cosa c’è di più mostruoso dello sterminio di sei milioni di ebrei in nome di una presunta superiorità ariana? Ci può essere qualcosa di più atroce delle camere a gas di Hitler? O qualcosa di più diabolico dell’11 settembre? Il nostro inferno e il nostro purgatorio sono qui; nell’aldilà- se c’è qualcosa - non può essere che il Paradiso - inteso come luogo di pace e armonia - oppure c’è soltanto l’ oblio, il sonno eterno.
Come si possono, quindi, giustificare razionalmente le atrocità commesse dagli uomini in molteplici periodi della storia? Come si può accettare la sofferenza? Ci sono persone che nascono ricche ed altre povere; alcune nascono malate, altre sane. Si dice: Il bene ha in sé il male e il male ha in sé il bene. Portiamo dentro di noi il seme della malvagità. L’esperienza della sofferenza può portare al suicidio, all’omicidio, al massacro. A volte l’ esperienza del dolore avvicina l’uomo alla spiritualità. Se non si crede nel karma, come si può giustificare tutto questo? La Isha Upanishad, una delle più antiche e venerate scritture indù, ha come idea centrale proprio la riconciliazione delle coppie fondamentali di opposti.
