mercoledì 19 febbraio 2014
L’attività come devozione a Dio
lunedì 27 gennaio 2014
Dio appartiene a tutti
domenica 17 aprile 2011
L’egoismo del contemplativo
A volte il cammino spirituale, il cammino del contemplativo, proprio perché si basa sulla solitudine, sull’isolamento, rischia di potenziare l’ego. Soltanto il rapporto interpersonale costringe a modifiche profonde del carattere. La persona che tende alla perfezione è quella che evolve armonicamente su tutti i piani. Esistono individui che hanno un alto livello intellettuale e culturale ma dal punto di vista affettivo o psichico sono immaturi, infantili. L’innamoramento mette in moto meccanismi insospettati e insospettabili.
Vivere tutti i giorni con una persona ti costringe a rimetterti in discussione continuamente, a confrontarti con l’altro, con i desideri dell’altro, con le sue abitudini, le necessità, i vizi. C’è un contraddittorio continuo, stimolante, a volte doloroso e lacerante, con un essere reale. Il rapporto a due, in genere, provoca questa crescita della personalità, ma esistono anche rapporti intensi, logoranti, distruttivi, e allora siamo di fronte a situazioni malate, patologiche. Allora, chi deve dedicarsi soltanto allo spirito e a Dio non deve occuparsi delle cose terrene? Deve vivere isolato dal mondo, anche se nel suo paese c’è una dittatura, ci sono ingiustizie? Deve assistere impassibile alle atrocità senza intervenire? Soltanto i monaci, i mistici, sono destinati a raggiungere Dio? Quale sarà, allora, il destino del resto dell’umanità?
domenica 19 settembre 2010
Swami Sharananda Giri: perle di saggezza

Il proselitismo
Durante uno dei nostri incontri Swami Sharananda Giri affrontò il tema del proselitismo.“Non bisogna fare proseliti.-disse- L’SRF non ha bisogno di propaganda. I devoti vengono da Dio e dal Guru. L’emozione e l’entusiasmo portano a fare proseliti. E’ sbagliato. Non imporre niente a nessuno, tanto meno una scelta spirituale. Vivere con discrezione la propria via. Non c’è bisogno di mettere altarini ovunque per attrarre l’attenzione. Non si possono obbligare parenti e amici a seguire la propria strada.”
E’ facile cambiare il proprio stile di vita amava ripetere Swami Sharananda Giri. ”Distogli la mente dal mondo e mettila in Dio. “ Pick up your mind from the world e put it in God”. E’ così semplice. “It is so simple”. Corretta azione e meditazione. Bastano queste due cose per realizzarsi.
La cultura
Ursula,una delle ospiti dell’ashram, chiese se c’era differenza tra il monaco rinunciante e la vita spirituale di un laico. Swamji rispose di no:”Dipende da quanto progredisci nella vita spirituale- spiegò- Yogananda era un rinunciante, ma Rajarsi Janakananda era uno che viveva nel mondo.”
E per semplificare meglio il concetto Swamij ci parlò di una donna con 13 figli, sempre attiva, sempre generosa e devota. Nonostante tutte le incombenze familiari, tutti i giorni faceva due chilometri a piedi per pregare il suo guru. Una grande anima, eppure non era una monaca, concluse.
lunedì 19 luglio 2010
Gli angeli

Se il diavolo esiste, a maggior ragione dovrebbero esistere gli angeli. In questi ultimi anni c’è stato un vero proliferare di libri sugli angeli, scritti da coloro che dichiarano di avere un filo diretto con l’angelo custode, con cherubini e serafini. Pochi sono quelli interessanti. Il filosofo tedesco Rudolf Steiner ha dedicato molti libri alle gerarchie celesti. Ed anche il cinema si è soffermato sugli angeli in modo nuovo, penso al bel film di Wim Wenders Il cielo sopra Berlino. Le nostre chiese sono piene di angeli svolazzanti tra le nuvole, alcuni bellissimi, dipinti dai nostri maggiori artisti del Rinascimento. L’angelo è messaggero divino, è colui che unisce il cielo e la terra, Dio e gli uomini; forse è Dio stesso che si traveste, per incontrare l’umanità perché gli uomini, come dice la Bibbia, non potrebbero sopportare di vedere il suo volto.
Una sera tornavo dal lavoro, avevo appena chiuso la porta di casa alle mie spalle e davanti a me c’erano il buio e il silenzio del mio appartamento. Dal cuore mi salì istintivamente uno scoramento e un pensiero: “Nessuno mi ama”. Ma in quell’istante sentii improvvisamente un’onda di tenerezza e di calore avvolgermi completamente e darmi una grande gioia. Dopo molti anni non saprei ancora come spiegare quell’emozione così netta, così viva. All’epoca non pensai che potesse essere un angelo, non ci credevo.
Oggi ho meno certezze e molti più dubbi. In molti casi è impossibile trovare una spiegazione logica ad alcuni fenomeni; sono episodi che si manifestano in determinate circostanze, in un tempo e in un luogo ben definiti. Non si possono riprodurre a piacere. E questo spiega perché quelli che chiamiamo comunemente “fenomeni paranormali”, siano così difficili da verificare scientificamente. Ci sono troppe interferenze e varianti, ambientali, psichiche ecc. Pur mantenendo un sano scetticismo trovo interessante scoprire il lato oscuro della vita.
mercoledì 14 luglio 2010
Lo Yoga e la via dell' armonia

Krishna, nella Bhagavad Gita, dice che né l’austerità, né l’isolamento aiutano il sadhu, il “perfetto” che vive di privazioni nelle caverne dell’Himalaya, a raggiungere Dio. Anzi, in un altro passo, è ancora più esplicito: “Lo Yoghi è più grande degli asceti che si sottopongono alle disciplina corporea, più grande anche di coloro che seguono il sentiero della saggezza, o il sentiero dell’azione: sii tu, o Arjuna, uno Yoghi!”. Per ottenere la realizzazione è necessario, quindi, raggiungere l’armonia, l’equilibrio nella vita.
Credo che la via spirituale non possa che essere una via individuale. Ognuno di noi deve trovare Dio dentro sé stesso. Non ha bisogno di istituzioni, di preti, di sacerdoti, di monaci, di nessuna religione. Nei primi tre viaggi che ho fatto in India ho potuto assaporare, sia pure per poco tempo, l’esperienza di un’espansione di coscienza, quella felicità che è data semplicemente dal fatto di sentirsi parte di un Tutto. Per chi si sente come me senza radici è stata una sensazione di grande gioia. Poi il rientro in Italia e il vortice della vita quotidiana ha spazzato via i ricordi del viaggio e la serenità acquisita. Quando sono tornata successivamente, a distanza di anni, non ho provato le stesse emozioni. Ho continuato a viaggiare portandomi dietro quel senso di sradicamento che è la caratteristica della mia vita. L’espansione di coscienza è povera cosa, non è certo l’esperienza del samadhi, il rapimento estatico in Dio, così bene descritto da Yogananda nella sua Autobiografia.