Visualizzazione post con etichetta matrimonio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta matrimonio. Mostra tutti i post

mercoledì 26 ottobre 2011

Amore e Tradimento


Con Hèlén Erba Tissot affronto questo tema; è il motivo più comune per cui si ricorre all’aiuto di un analista junghiano o di uno psicanalista freudiano : le pene d’amore. Decidere un indirizzo o l’altro dipende da molte circostanze. Per me l’incontro con Hélèn ha cambiato la mia vita. Le chiedo: L’intensità del sentimento è la prova della profondità del sentimento?


“No,risponde, dipende dal temperamento. Il temperamento dà la ‘base colore’ al modo in cui si svolgeranno le cose. (Hélène dice che amo il dramma, mi sento un’eroina, forse dovevo fare l’attrice.)


“L’amore cambia con l’età, matura. Per molti interviene la stanchezza del rapporto, e non sempre l’analisi aiuta a sciogliere i legami, a volte si possono recuperare. C’è chi vuole rimanere ‘insieme’, sente che è più saggio, soprattutto se ci sono dei figli. C’è chi si separa .Chi acquista con l’analisi una certa saggezza: invece di distruggere tutto , preferisce non rompere. C’è anche chi si ritrova dopo un certo tempo. Alla chiamata dell’amore bisogna rispondere, ma non è detto per sempre. Sono delle follie. "



sabato 29 gennaio 2011

La Chiesa e il divorzio

Sono trascorsi secoli, sono mutati profondamente abitudini, costumi; è mutata la morale comune. Tutto cambia, tutto scorre ma su tutto ciò che riguarda la sessualità, il matrimonio, l’aborto, il divorzio, non cambia la posizione del Vaticano. I nostri tempi sono così diversi dal passato da far sembrare i vari pontefici fuori dalla storia, anacronistici? Certo, le posizioni del Papa e dei vescovi, in merito alla sessualità, sono lontanissime da quelle degli integralisti islamici, che condannano alla lapidazione una donna soltanto perché sospettata di adulterio. O quelle dei fanatici integralisti, capaci di uccidere una giovane, soltanto perché veste secondo la moda occidentale o perché scrive libri o parla in televisione di diritti e libertà. L’integralismo si nutre di violenza e la violenza genera morte. Se Dio è amore, qualunque sia la Chiesa che lo adora, non può essere un Dio di morte!


Per quanto riguarda il profilattico c’è stata recentemente una piccola apertura da parte di Benedetto XVI, subito ridimensionata: la colpa, come al solito, è stata dei cattivi traduttori e dei giornalisti. La rottura di una coppia - sposata o non in Chiesa- è sempre un fatto negativo che provoca dolore, rivendicazioni, sofferenza dei figli , ma se non c’è più amore è soltanto un vuoto artificio sociale. In tutti i tempi la Chiesa ha previsto per i ricchi, che potevano permetterselo, una facile soluzione: la Sacra Rota. Il tribunale ecclesiastico può sciogliere il vincolo del matrimonio quando non è stato consumato, se uno dei due partner ammette che non vuole avere figli, se si scopre successivamente che è omosessuale e lo ha nascosto alla moglie, se il marito è impotente. Questi alcuni casi, ed è facile capire come è possibile costruire prove per ottenere la sentenza di nullità.


Il decreto della Sacra Rota, che annulla il matrimonio religioso, non prevede però la tutela del partner più debole e, quindi, non prevede gli alimenti, l’assegnazione della casa ecc., a differenza del divorzio. Per quanto riguarda il matrimonio organizzato tra due case regnanti, come si usava fare un tempo per ragioni di stato, anche in questo caso si parla di un decreto di nullità: il matrimonio non è mai esistito, perché mancavano le condizioni per un matrimonio sacramentale. Contro gli “ annullamenti facili” si è espresso recentemente Papa Benedetto XVI, che ha richiamato i giudici della Sacra Rota a una maggiore severità.

domenica 1 agosto 2010

Le vocazioni


La maggior parte delle vocazioni, un tempo, era soltanto il frutto di un’imposizione. I genitori si liberavano di un figlio o di una figlia, con tutti i problemi connessi. Risparmiavano sulla dote e avevano preghiere assicurate per la loro anima. Poi hanno influito l’ignoranza, la difficoltà a trovare un lavoro. È difficile vivere nel mondo, mantenere una famiglia. È una vita completamente diversa da quella che, in genere, si fa in un monastero, dove tutto è pronto, pulito; non c’è la preoccupazione del cibo, della ricerca del denaro necessario per sopravvivere.


Molte vocazioni forse rimangono tali perché si è spaventati dall’idea di affrontare il mondo esterno. Credo che debbano rimanere nei monasteri soltanto coloro che sono veramente chiamati da Dio. Gli altri, o si sposano, oppure fanno i sacerdoti sposandosi (se la Chiesa finalmente lo consentisse), oppure abbandonano l’abito talare e tornano nel mondo.