Visualizzazione post con etichetta Swami Sharananda Giri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Swami Sharananda Giri. Mostra tutti i post

martedì 19 ottobre 2010

La bellezza è dentro di noi

Non comportarti da mendicante davanti a Dio. Non supplicare: ”Ti prego liberami dai problemi.“ I problemi li devi togliere dalla tua mente, mettendoci Dio. Devi credere in te stessa. Se prima non credi in te stessa, come puoi credere nel guru e in Dio? Fai una vita semplice. Certo, ognuno ha un’idea diversa della semplicità. La via spirituale è una via individuale. Marito e moglie non si debbono scambiare confidenze o insegnarsi a vicenda. Il sentiero spirituale è duro, va fatto gradino dopo gradino.


Un luogo è bello se dentro si è felici. Ma se c’è un male, un raffreddore, allora tutto diventa nero. Dobbiamo sforzarci di essere felici in Dio, così tutto sarà bello in ogni circostanza. La bellezza deve essere dentro di noi. (Swami Sharananda Giri).


lunedì 17 maggio 2010

Il terzo occhio

I testi, sia induisti che buddisti, parlano del terzo occhio, la stella a cinque punte inscritta in un cerchio d’oro e circondata da un altro cerchio azzurro opalescente. E’ l’occhio spirituale, legato al sesto chakra, Ajna, posto in mezzo alle sopracciglia. E’ simbolo di saggezza, intuizione, di risvegliate capacità extrasensoriali. E’ espressione della coscienza cristica. “ Se dunque il tuo occhio è singolo, tutto il tuo corpo sarà illuminato”. Matteo, 6, 22.

Molti anni fa, in un periodo di dolorosa convalescenza, mentre meditavo mi apparve improvvisamente la stella a cinque punte di cui tanto avevo sentito parlare. Notai subito che aveva una particolarità: mancavano le due punte inferiori. Quando ne parlai con Swami Sharananda Giri, all’epoca responsabile dell’ashram dell’SRF di Dwarahat, sull’Himalaya, rispose con la sua garbata ironia: “Volevi aggiungere tu con la matita le due punte”? Ma se la stella rappresenta l’archetipo dell’uomo, la testa, le due braccia, e le due gambe, certamente a me mancavano i piedi e mancano tuttora. E questo spiega, forse, perché io mi senta così sradicata.